martedì 29 Settembre 2026

«Armi in Ucraina? Calenda fa il figo ma al massimo ha difeso il motorino sotto casa»: Onorato contro il leader di Azione

Duro attacco dell'assessore romano ad Un Giorno da Pecora sulla linea atlantista dell'ex ministro. La replica al veleno di Calenda non tarda: «Invasione di campo, torni a occuparsi di aiuole e concerti»

Di Redazione
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Il dibattito sulla politica estera e sul sostegno militare a si trasforma nell’ennesima verbale della politica italiana. A far scoppiare la scintilla sono state le dichiarazioni rilasciate a Rai Radio1, durante la trasmissione Un Giorno da Pecora, da Alessandro , assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale e fondatore della rete politica Progetto Civico Italia. Intervistato dai conduttori Giorgio Lauro e Nancy Brilli sul tema del conflitto e dell’invio di forniture militari, l’amministratore romano ha attaccato frontalmente il segretario di Azione: «Io non amo quei politici che fanno i fighi. Calenda è uno di questi, lo dico con simpatia, lui continua a dire “armi a oltranza, andiamo al fronte, è contro gli obiettori di coscienza”, ma il massimo che ha difeso è il motorino a piazza Euclide… forse è il caso di non scherzare, alle nuove generazioni va lasciato un mondo di pace». Un affondo sarcastico che punta a mettere in discussione la credibilità del leader centrista sulle grandi questioni geopolitiche.

La controriposta di Calenda: «Parla di Ucraina l’organizzatore di eventi di Bettini»

La replica del leader di Azione non si è fatta attendere ed è arrivata a stretto giro attraverso i social network, dove Carlo Calenda ha rispedito al mittente le con toni altrettanto sferzanti. «L’organizzatore di eventi (e partitini) di Goffredo Bettini parla di Ucraina e fa già ridere così», ha esordito il senatore su X, smentendo categoricamente la ricostruzione dell’assessore capitolino e ironizzando sulle sue competenze istituzionali. «”Andiamo al fronte” non solo non l’ho mai detto, ma segnalo che gli Ucraini non hanno mai chiesto a noi di combattere per loro. Suggerirei ad Onorato di rimanere nella sua “area di conforto”, e parlare di concerti, aiuole e tornei di golf», ha concluso Calenda, liquidando la sortita dell’esponente della giunta Gualtieri come un’invasione di campo fuori tema.

La spaccatura nel centrosinistra sulla linea atlantista

Al di là dei toni da commedia di costume, lo tra l’assessore romano e l’ ministro mette a nudo la profonda spaccatura ideologica che continua a dividere il campo progressista e riformista sulle e sulla diplomazia internazionale. Mantenere fermo l’asse degli a Kiev o spingere per un immediato resta uno dei punti di maggiore attrito tra le anime della capitale e i vertici nazionali.

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