(Adnkronos) – Quanto pesano e dopo quanto tempo i rincari dell’energia arrivano nelle bollette di luce e gas? L’analisi pubblicata nell’ambito dell’Economic Bulletin n. 6/2026 della Bce dimostra che il passaggio dai prezzi all’ingrosso alla spesa sostenuta dalle famiglie non è immediato né uniforme. Perché? A rispondere Ivan Meo, di Immobiliare.it.
“Il nuovo aumento dei prezzi energetici registrato nella prima metà del 2026 – spiega – ha richiamato l’attenzione sulla crisi del 2021-2022. I due shock, tuttavia, non sono sovrapponibili. Secondo la Bce, infatti, quello del 2026 è stato finora più contenuto, con aumenti dei prezzi all’ingrosso di gas ed elettricità più limitati rispetto alla precedente crisi energetica. A cambiare è anche il contesto. Nel 2021-2022 alla forte riduzione delle forniture di gas seguita allo scoppio della guerra in Ucraina si erano aggiunte condizioni sfavorevoli sul fronte della produzione elettrica”.
“Nel 2026, osserva invece la Bce, le pressioni sul mercato del gas – spiega – sono state finora comparativamente inferiori. Nel frattempo, è inoltre aumentata in molti Paesi la produzione di elettricità da fonti a basse emissioni, soprattutto rinnovabili. Questo maggiore contributo ha attenuato il trasferimento dei rincari del gas sul prezzo dell’elettricità all’ingrosso, che nel 2026 è quindi cresciuto in misura più moderata rispetto al 2021-2022. In Italia, il gas continua a determinare frequentemente il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, mentre questo accade meno spesso in Spagna, dove è maggiore il contributo delle rinnovabili, e in Francia, dove ha un peso rilevante il nucleare“.
“La Bce – ricorda Meo – sintetizza inoltre un cambiamento importante rispetto al passato: la trasmissione dei prezzi all’ingrosso ai prezzi al dettaglio è diventata più rapida per il gas. Non significa, tuttavia, che ogni oscillazione del mercato venga trasferita immediatamente e nella stessa misura ai consumatori”.
“Per il gas – osserva – le variazioni dei prezzi all’ingrosso arrivano sull’inflazione dei prezzi al consumo entro uno-tre mesi in oltre metà dell’area euro; in circa un decimo dell’area la trasmissione richiede quattro-sei mesi, mentre per circa un terzo occorrono sette-dodici mesi. La quota riferibile a tempi compresi tra tredici e ventiquattro mesi è scesa da circa il 40% rilevato nel 2022 a circa il 5%. Per l’elettricità il quadro resta invece molto più disperso: il trasferimento può avvenire in meno di un mese oppure richiedere fino a due anni e, secondo la Bce, i tempi non risultano sostanzialmente cambiati rispetto al 2022. Le differenze dipendono anche dal modello di determinazione dei prezzi al dettaglio. Anche tasse e altri oneri rendono la trasmissione meno diretta: nel 2025 rappresentavano mediamente nell’area euro il 31% del prezzo finale del gas e il 27% di quello dell’elettricità”.
I rincari potrebbero arrivare in bolletta? “Per l’economia domestica – sottolinea Ivan Meo – il dato centrale è soprattutto temporale. Un aumento dei prezzi all’ingrosso non coincide necessariamente con un rincaro immediato della bolletta. Per il gas, la Bce rileva che la trasmissione dei prezzi all’ingrosso ai prezzi al consumo è diventata più rapida rispetto al passato: in oltre metà dell’area euro avviene entro uno-tre mesi, mentre in circa un terzo dei Paesi può richiedere tra sette e dodici mesi”.
“Applicando con prudenza queste indicazioni al mercato italiano – spiega – gli aumenti registrati nella prima metà del 2026 potrebbero quindi essersi già riflessi, almeno in parte, sulle bollette e continuare a produrre effetti nei mesi successivi. Non è però possibile ricavare dal rapporto Bce una data precisa né stabilire in anticipo l’entità dell’aumento sul singolo contratto. Per l’elettricità il quadro è ancora più difficile da generalizzare. Nel caso italiano va inoltre considerato che, secondo la Bce, il gas continua a incidere frequentemente sulla formazione del prezzo all’ingrosso dell’elettricità. Dunque, per capire quando e quanto un rincaro energetico può pesare sul bilancio familiare non basta osservare l’andamento dei prezzi all’ingrosso: occorre considerare anche la velocità con cui quei prezzi vengono trasferiti al dettaglio”.
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