«Le mosse di Giorgia Meloni indicano una forte accelerazione verso le elezioni. Dopo la legge elettorale e una legge di bilancio già elettorale, penso che il governo possa dimettersi e andare da Mattarella, con il voto ad aprile». A tracciare lo scenario politico è Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, durante un’intervista rilasciata a Giornale Radio. Per l’esponente dell’opposizione, la coalizione di centrosinistra si trova in ritardo strategico di fronte alla prospettiva imminente delle urne: «Abbiamo davanti sei mesi di campagna elettorale e siamo ancora senza un candidato leader e un programma scritto. Noi siamo pronti: il 18 ottobre presenteremo a Roma le nostre tesi programmatiche. Schlein e Conte devono accelerare».
L’appello punta a superare le incertezze interne per evitare un nuovo successo dell’esecutivo guidato da FdI: «Non possiamo assumerci la responsabilità storica di consegnare per la seconda volta il Paese alla destra, con conseguenze anche sull’assetto costituzionale e sulla Presidenza della Repubblica. Basta tatticismi che rischiano di logorare il centrosinistra davanti al suo stesso elettorato». Sulla selezione del candidato alla presidenza del Consiglio, Bonelli sottolinea: «Avrei preferito un’intesa politica, perché le primarie rischiano di essere più divisive che unificanti. Ma, se l’intesa non c’è, si facciano: prima si fanno, meglio è, sulla base però di un programma definito».
Povertà energetica, riarmo ed esteri: i nodi programmatici
Entrando nel merito dei temi programmatici, Bonelli sferra un attacco al governo sulla gestione dell’energia e dei profitti dei colossi del settore: «Abbiamo 2,8 milioni di famiglie in povertà energetica, mentre in quattro anni le società energetiche hanno realizzato circa 80 miliardi di profitti. Il governo non ha voluto tassarli adeguatamente per redistribuire risorse alle famiglie. Gli sconti decisi oggi dalle compagnie arrivano dopo anni di salasso».
Ampio spazio viene dedicato alla politica internazionale. Sulla guerra in Ucraina, il co-portavoce di Europa Verde ribadisce «la condanna dell’invasione russa, il sostegno alle sanzioni contro Mosca, agli aiuti per la ricostruzione delle infrastrutture civili e all’utilizzo degli asset degli oligarchi russi», ma prende nettamente le distanze dall’aumento della spesa militare in Europa: «L’opzione militare non sta portando a una soluzione. Un’Europa che investe centinaia di miliardi nelle armi e una Germania che potrebbe un giorno essere governata dall’estrema destra di AfD pongono interrogativi enormi. Le armi non sono la soluzione». Per quanto riguarda il Medio Oriente, AVS indica tra le priorità del programma di coalizione «il rispetto del diritto internazionale, le sanzioni a Israele e il riconoscimento dello Stato di Palestina».
La ricetta per la scuola pubblica
L’esponente di AVS critica infine le polemiche identitarie del centrodestra sul mondo dell’istruzione, spostando il focus sulle carenze strutturali del sistema scolastico italiano: «Il problema non è il burqa o il tetto agli studenti stranieri. Bisogna pagare meglio gli insegnanti, investire nella scuola pubblica e garantire il diritto allo studio e l’assistenza ai bambini con disabilità».





