lunedì 19 Ottobre 2026

Cacciari demolisce il governo: “I giovani si sentono traditi, le politiche dei padri sono una vergogna”

Il filosofo Massimo Cacciari analizza la marea montante delle proteste giovanili e della guerriglia urbana: democrazie in ritirata su redditi e servizi sociali, ragazzi senza speranza e la rabbia contro la classe dirigente. Poi la stoccata a Giorgia Meloni e alla «pochezza delle opposizioni»

Di Redazione
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Dietro le esplosioni di violenza nelle italiane ed europee non ci sono solo agitatori o dinamiche di , ma una rottura sociale profonda che la classe politica sceglie di ignorare. A tracciare una diagnosi impietosa è il filosofo , che in un’intervista alla Stampa evidenzia il collasso della tenuta democratica di fronte alla disperazione delle nuove generazioni. «Si tratta di una situazione europea che sta diventando assolutamente intollerabile. Una democrazia non può, per decenni, arretrare sul piano del reddito e dei sociali che difendano i più deboli», denuncia Cacciari, sottolineando come la protesta nasca da un’insoddisfazione radicale e da un senso di esclusione totale.

Per il filosofo, l’origine del conflitto è chiaramente generazionale: «Le giovani generazioni si sentono totalmente escluse, senza prospettive, senza neanche speranze. Basta vivere nel mondo della scuola o a contatto con i giovani per capire la frustrazione profonda che provano per le vergognose dei padri».

L’attacco a Giorgia : “Il governo non ha un piffero”

Cacciari boccia senza appello la linea dell’esecutivo guidato da , che nei giorni scorsi ha chiesto all’opposizione di condannare fermamente le violenze di piazza per uscire da presunte ambiguità. «Ma cosa deve dire?», affonda il filosofo. «Può essere lei a fare l’analisi della situazione aggiungendo che, appunto, non ha fatto un piffero di niente?».

La critica colpisce l’incapacità della maggioranza di dare risposte concrete alla crisi del ceto medio e ai bisogni dei giovanissimi: «Malgrado non abbia fatto nulla e siano fallite tutte le riforme proposte in campagna elettorale, il governo Meloni è durato cinque anni, dimostrando la notevole abilità della leader e la pochezza delle opposizioni che discutono di primarie».

La cecità dei palazzi di fronte alla crisi sociale

Il malessere che serpeggia tra i quartieri e nelle piazze rappresenta, secondo Cacciari, la conseguenza inevitabile di una politica che si è arroccata nei palazzi del potere, perdendo ogni contatto con la realtà quotidiana dei cittadini. La democrazia, ricorda il filosofo, non è un concetto astratto ma si regge su scelte economiche progressive e sul sostegno ai più bassi.

«C’è una situazione di frustrazione, un malessere generale. Basta avere gli occhi per vederlo, basta girare per le strade, vivere con la gente. Se si resta rintanati in un palazzo forse è difficile rendersene conto», conclude Cacciari, prefigurando una crisi di sistema ancora più acuta se le istituzioni continueranno a rispondere alle rivendicazioni sociali soltanto con decreti e repressione.

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