lunedì 28 Settembre 2026

Calciatrici dell’Iran non cantano l’inno, Trump: “Australia conceda asilo”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
Donald Trump in campo le calciatrici dell’Iran che chiedono asilo in Australia. Cinque giocatrici della nazionale femminile hanno lasciato il ritiro della squadra durante la Coppa d’Asia in corso in Australia e hanno chiesto alle autorità locali. Secondo fonti citate da , le atlete si trovano attualmente in un luogo sicuro sotto la protezione della polizia australiana, mentre cresce la preoccupazione per la loro sicurezza in caso di rientro in Iran, tanto che il dell’ultimo Shah, Reza Pahlavi, si è appellato pubblicamente a Canberra per chiedere la protezione delle atlete. 

 

Trump si è espresso a riguardo. Prima su ha accusato Sydney di commettere “un terribile errore umanitario” non accogliendo le ragazze, poi invece ha lodato il premier australiano per l’impegno. 

Nel primo messaggio su Truth ha scritto: “L’Australia sta commettendo un terribile errore umanitario permettendo che la squadra di calcio femminile iraniana venga costretta a tornare in Iran, dove molto probabilmente (le atlete, ndr) verranno uccise”, rivolgendo anche un appello al premier australiano Anthony Albanese perché “non lo faccia: conceda l’asilo” alla squadra. “Se lei non lo farà, gli Stati Uniti le accoglieranno”, ha quindi aggiunto Trump.  

Poi, sempre sul social, il presidente statunitense ha fatto sapere di aver “parlato con il premier australiano” sulla questione e che Anthony Albanese “sta facendo un buon “. “Ci sta lavorando! Di cinque si sta già occupando” e così sarà anche per il resto della nazionale femminile, ha detto il presidente americano, spiegando che “alcune, tuttavia, sentono di dover tornare indietro perché preoccupate per la sicurezza delle loro famiglie, incluse minacce ai familiari se non dovessero fare “. “In ogni caso – ha riconosciuto – il primo ministro sta facendo un ottimo lavoro per quanto riguarda questa situazione piuttosto delicata. Dio benedica l’Australia!”. 

 

Le “Leonesse” erano in Australia per disputare la Coppa d’Asia, dalla quale sono state eliminate ieri dopo la con le Filippine. Durante la partita d’esordio contro la Corea del Sud, avvenuta all’indomani dell’uccisione della Guida suprema Ali Khamenei, le giocatrici e l’allenatrice Marziyeh Jafari erano rimaste in silenzio durante l’inno nazionale iraniano, gesto interpretato come forma di protesta dal regime.  

Nei match successivi contro Australia e Filippine, le calciatrici hanno poi cantato l’inno dopo aver subito pressioni, secondo la Cnn per proteggere le loro famiglie in patria. Le atlete – riporta l’emittente americana – sono costantemente sorvegliate da funzionari affiliati ai Guardiani della Rivoluzione e altri apparati di sicurezza, che ne monitorano , comunicazioni e spostamenti, impedendo qualsiasi forma di dissenso o fuga. 

Dopo l’eliminazione, centinaia di sostenitori si sono radunati al Cbus Super Stadium di Gold Coast, circondando il pullman e gridando “liberate le nostre ragazze” e “salvate le nostre ragazze”. Alcuni video circolati sui social e dei presenti parlano di almeno giocatrici che dall’interno del bus hanno fatto il gesto internazionale per la richiesta di aiuto. Diverse organizzazioni, su tutte e Fifpro, la federazione dei calciatori professionisti “molto preoccupata” per non essere riuscita neanche a mettersi in contatto con le atlete, hanno chiesto all’Australia di garantire alle giocatrici sicurezza e assistenza immediata. 

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