(Adnkronos) –
Con la benzina che sfonda oggi i 2 euro nella rete stradale, attestandosi sui 2,002 euro al litro, e il gasolio che registra il valore più alto dal 28 luglio (2,116 euro/l), i taxi rischiano di fermarsi “a breve”. Lo denunciano all’AdnKronos i lavoratori e i sindacati di settore, paragonando la situazione a un ‘buco nero’: “Il prezzo del carburante sale ma non le tariffe, così si rischia di andare a lavorare sottocosto”, dice Riccardo Cacchione, coordinatore nazionale Usb Taxi e da 20 anni tassista nella Capitale. “Se facciamo un conto a spanne – spiega Cacchione, citando i numeri del Mimit – da gennaio di quest’anno a oggi la benzina è aumentata del 22,8%, il gasolio del 26%. Avevamo chiesto a Roma Capitale un aggiornamento delle tariffe prevedendo un aumento del 5%, invece è stato inferiore all’1%. Tra l’altro, l’aggiornamento dovrebbe essere annuale e invece è arrivato dopo 2 anni. Inoltre, abbiamo una cosa che si chiama credito d’imposta che ci permette di recuperare annualmente parte delle accise. Facendo un rapido calcolo, recuperiamo circa un euro al giorno. Ora con l’intervento sul taglio delle accise perderemo anche quello”.
Sulla questione delle tariffe insiste anche Vincenzo Donzelli, tassista napoletano da 15 anni e nel direttivo nazionale dell’Uti – Unione tassisti italiani: “Non abbiamo nessuna agevolazione sui rifornimenti e abbiamo una tariffa amministrata, significa che il prezzo del servizio noi non lo possiamo aumentare e il costo delle spese, compresi i rincari dei carburanti, è tutto a discapito del guadagno. Faccio un esempio: la tariffa stazione-aeroporto di Napoli è ferma da anni a 21 euro”. A gravare ulteriormente sulla situazione, il caldo record di questa estate: “Con le temperature che ci sono, la corsa in taxi si fa con l’aria condizionata, altrimenti il cliente soffre, ma l’auto così consuma di più. Le misure messe in campo finora sono solo palliativi, servono interventi strutturali”.
Quali? Lo ricorda Alessandro Genovese, responsabile nazionale Ugl Taxi. “A giugno e alla fine di luglio abbiamo più volte scritto al governo ma non abbiamo avuto risposte”, dice in riferimento al documento condiviso con tutte le principali sigle dei tassisti (Agci, AtiTaxi, Associazione Tutela Legale Taxi, Claai, ConsulTaxi, Fast Confsal Taxi, Federtaxi Cisal, Filt Cgil Taxi, Orsa Taxi, SataM, Sitan, Sul Taxi, Tam, Ugl Taxi, Uiltrasporti, Unimpresa, Unione Artigiani, Uritaxi, Uti-Unione tassisti italiani e Usb Taxi) in cui si chiedeva “urgentemente” il rafforzamento del credito d’imposta sul carburante, la riduzione del costo dei carburanti per i taxi, meccanismi automatici di adeguamento del credito in relazione all’andamento dei prezzi di benzina e gasolio e l’apertura di un tavolo di confronto. “La categoria taxi sta affrontando una fase estremamente critica. Senza interventi concreti e tempestivi, molte imprese individuali e familiari rischiano di non riuscire più a sostenere i costi dell’attività“, si legge nel documento.
Tassista di Napoli e in Orsa Taxi, Rosario Gallucci si dice “preoccupato anche per l’allarme lanciato da Federpetroli sul rischio del prezzo del gasolio a 3 euro” e avverte: “Bisogna mettere in preventivo che a breve potrebbe esserci un fermo del servizio, non voluto ma dettato dall’impennata dei costi”. La proposta? “Una ‘pompa bianca’ per i tassisti, ovvero carburanti detassati, non per sempre ma almeno in questo momento”.
Giuliana Gallo, anche lei in Orsa Taxi, fa la tassista a Napoli da 22 anni. Sul primo taxi ci è salita che era poco più che ventenne e di cose, dice, ne ha viste di tutti i colori ma definisce la situazione attuale come “un buco nero”. Il carburante, ricorda, “per noi è il ‘motore’ principale, se non lo mettiamo la macchina non parte e noi non lavoriamo. Abbiamo fatto una serie di richieste, a Prefettura e Comune, tra cui la necessità di un adeguamento tariffario, ma abbiamo trovato solo porte sbarrate. In questo buco nero ci troviamo in grandi difficoltà ed è assurdo che nessuno si faccia carico della situazione”, dice ricordando l’importanza del servizio garantito dai taxi in una città turistica come Napoli. “Senza interventi di sostegno rischiamo una situazione di non ritorno, siamo macchine fantasma”.
—
economia
webinfo@adnkronos.com (Web Info)





