lunedì 5 Ottobre 2026

Caso Scarpinato, Conte attacca Fratelli d’Italia: “Spudorati, sui dossier mafia gli abusi sono i vostri”

Il leader del Movimento 5 Stelle difende l'ex magistrato e senatore dopo le intercettazioni inviate alla Commissione Antimafia. Accuse a FdI sul caso Delmastro: "Voi scudate le chat, nessun ritegno"

Di Redazione
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Esplode un nuovo e durissimo tra il Movimento 5 Stelle e la maggioranza di governo sul lavoro della Commissione parlamentare Antimafia. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, è intervenuto con una nota dai toni accesi per respingere le richieste di dimissioni avanzate da nei confronti del senatore Roberto Scarpinato, magistrato ed esponente pentastellato. Oggetto delle polemiche sono circa trenta conversazioni telefoniche intercettate dalla tra Scarpinato e l’ex collega Gioacchino Natoli, relative alla riunione svoltasi alla di Palermo il 14 luglio 1992.

Conte ha accusato direttamente il partito di maggioranza relativa di utilizzare due pesi e due misure sul piano delle guarentigie e delle garanzie istituzionali: “Cari Fratelli d’Italia, permettetemi di essere franco: siete proprio spudorati! Chiedete le dimissioni di Scarpinato perché la Procura di Caltanissetta ha origliato le sue conversazioni, ma vi ricordo che tutte quelle intercettazioni a un senatore sono state effettuate senza l’ di Palazzo Madama”.

Il parallelo con il caso Delmastro e le critiche alla procedura

Nella sua dura presa di posizione, l’ex presidente del Consiglio ha poi spostato l’attenzione sul sottosegretario alla Giustizia , rinfacciando a FdI l’atteggiamento tenuto in sulle garanzie dell’esponente del governo. “Perché avete scudato le tra il vostro Delmastro e il prestanome del clan camorristico Senese? Perché state intralciando un’indagine contro un clan?”, ha incalzato Conte, sottolineando che “l’immunità è prevista in Costituzione per tutelare l’esercizio delle funzioni parlamentari, non per scudare attività economiche. Non avete nessun ritegno”.

Entrando nel merito del carteggio trasmesso all’Antimafia, il leader M5S ha le modalità con cui il materiale d’indagine è giunto alla stampa. Secondo Conte, il Procuratore di Caltanissetta, dopo aver giudicato irrilevanti quelle telefonate, avrebbe dovuto avviarle al macero anziché trasmetterle alla presidente della Commissione, Chiara Colosimo. Conte ha infine difeso la condotta dell’ex procuratore, sostenendo che Scarpinato si sia limitato a esortare Natoli a riferire la verità in sede istituzionale e definendo “sorprendente” la valutazione del Gip di Bologna sulla presunta natura depistante di quei colloqui.

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