Pedro Sánchez potrebbe annunciare già nelle prossime ore lo scioglimento delle Cortes e la convocazione di elezioni politiche anticipate per il 29 novembre. La decisione arriva all’esito di un fine settimana di intense consultazioni con ministri e vertici del Partito Socialista, seguito alla bocciatura al Congresso dei due decreti-legge dedicati all’emergenza abitativa e alla tutela contro gli sfratti. Fuori dai palazzi delle istituzioni, intanto, le proteste di piazza continuano a montare: nelle strade di Bilbao, Salamanca e Oviedo, il tintinnio delle chiavi — simbolo della mobilitazione sul caro affitti — accompagna la richiesta di nuove tutele e la minaccia di uno sciopero generale.
All’interno del Psoe, la maggioranza spinge per l’andata immediata alle urne. Il ragionamento dei dirigenti socialisti parte dalla constatata impossibilità di proseguire la legislatura dopo il voto contrario di Junts — la formazione catalanista di Carles Puigdemont che ha unito i propri voti a quelli di Partito Popolare e Vox. Senza una maggioranza solida per approvare la legge di bilancio, la spinta sociale sul tema della casa viene vista dalla Moncloa come l’opportunità per trasformare la sconfitta parlamentare in argomento di campagna elettorale, accusando le opposizioni di aver bloccato gli interventi contro il carovita immobiliare.
La strategia della Diputación Permanente e il quadro politico
Per disinnescare la crisi, il nucleo di consiglieri del premier starebbe valutando un piano istituzionale in due tempi: sciogliere le Camere e, contemporaneamente, riproporre le tutele abitative tramite un nuovo decreto. Con le Cortes sciolte, infatti, il governo mantiene le proprie funzioni e la ratifica dei decreti-legge passa alla Diputación Permanente, l’organo di garanzia del Congresso. Sui 69 membri dell’organismo, la quota di maggioranza è fissata a 35 voti: Psoe e Sumar ne controllano 31 e contano sull’apporto di EH Bildu, ERC, Podemos e PNV per raggiungere la soglia senza dover ricorrere al sostegno di Junts.
Tale mossa permetterebbe a Sánchez di presentarsi al corpo elettorale come il leader che restituisce la parola ai cittadini mantenendo attiva l’azione di governo sulle emergenze sociali. Sul piano tattico, il ricorso immediato al voto consentirebbe inoltre ai socialisti di sottrarre spazio alle narrazioni dell’opposizione, finora concentrate sulla gestione dei flussi migratori a Ceuta e sulle vicende giudiziarie a carico di esponenti del partito e della moglie del premier, Begoña Gómez.
Sul fronte delle opposizioni, il leader del PP Alberto Núñez Feijóo sollecita il voto sostenendo che il Paese non ha più una guida parlamentare stabile. Tra le forze di sinistra, invece, emergono posizioni distinte: Sumar ha già programmato la presentazione della candidatura del Frente Amplio per il 17 ottobre, mentre Podemos esprime riserve sull’opportunità di interrompere la legislatura.





