Le tensioni mai sopite del campo largo esplodono a margine della Festa del Foglio a Firenze. A riaccendere la miccia dell’ennesimo duello a distanza tra Movimento 5 Stelle e Italia Viva è la deputata ed ex sindaca di Torino Chiara Appendino, che spalanca il fronte del veto definitivo sulla figura di Matteo Renzi all’interno della coalizione progressista.
Il veto di Appendino: “Renzi ci fa perdere voti ed è inaffidabile”
Per l’esponente pentastellata non ci sono più margini di ambiguità: la presenza dell’ex segretario dem nel perimetro dell’alleanza rappresenterebbe un fattore di debolezza letale per la credibilità della sfida al governo Meloni. Appendino invoca un vero e proprio «atto di coraggio» da parte dei vertici del centrosinistra per sbarrare le porte ai centristi, accusando l’ex premier di minare la tenuta dell’intesa e di allontanare l’elettorato: «La sua presenza ci fa solo perdere voti e non offre alcuna garanzia di affidabilità».
La replica velenosa di Renzi: “Da pregiudicati e condannati non accettiamo lezioni”
La controffensiva di Matteo Renzi non si è fatta attendere ed è arrivata a stretto giro dai corridoi di Palazzo Vecchio. Con toni di estrema durezza, il leader di Italia Viva ha risposto piccato tirando in ballo i trascorsi giudiziari e la condanna definitiva incassata dalla deputata del M5S per i fatti di Piazza San Carlo: «Noi non mettiamo veti, ma metto in chiaro una cosa a Chiara Appendino: Italia Viva non candida e non candiderà persone condannate con sentenza passata in giudicato dalla Cassazione come lei».
L’ex premier ha rispedito al mittente ogni tentativo di moralizzazione della coalizione, rivendicando la propria linea garantista e marcando una distanza siderale dai Grillini: «Lezioni di moralità o di semplice morale le accettiamo volentieri da tutti, tranne che da pregiudicati e condannati in via definitiva». L’ennesimo scontro personale rischia di complicare ulteriormente il faticoso lavoro di mediazione portato avanti da Elly Schlein e Giuseppe Conte per la costruzione del programma alternativo di governo.





