Nel giorno delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo, Giuseppe Conte ruba la scena a Montecitorio trasformando la dichiarazione di voto del Movimento 5 Stelle in una spietata filippica contro la strategia bellica dell’Occidente. Nel mirino del leader pentastellato finisce senza sconti l’ultimo clamoroso accordo commerciale siglato tra Donald Trump e Vladimir Putin per l’importazione negli Stati Uniti del diesel russo. Un patto che secondo l’ex premier smaschera l’ipocrisia dei grandi attori internazionali e certifica il fallimento della linea seguita finora.
Senza usare mezze misure o edulcorare la pillola, il presidente M5S definisce il patto tra Washington e il Cremlino per quello che considera: «Non è un accordo rischioso, abbia il coraggio di dirlo: è irresponsabile. Mentre noi rischiamo una guerra mondiale in casa nostra, Washington — che abbiamo seguito per anni nell’illusione della vittoria militare — adesso fa affari d’oro con Putin».
L’attacco alla strategia dell’UE: “Basta armi a oltranza, mandiamo i negoziatori”
Per Conte la notizia del via libera al gasolio moscovita rappresenta la definitiva prova del nove: l’Europa è rimasta stritolata da una narrazione bellicista che ha prodotto soltanto macelli sul campo ed enormi danni economici alle famiglie e alle imprese del continente. Pur ribadendo che «Putin è l’aggressore ed è bene sanzionarlo», l’ex presidente del Consiglio ha ricordato ai banchi della Camera che l’Unione Europea «non è nata per scommettere su vittorie militari contro una superpotenza nucleare».
La ricetta grillina per uscire dall’impasse resta drastica e in netta contrapposizione con la linea di Palazzo Chigi e di parte dell’opposizione: interrompere immediatamente la fornitura di materiale bellico al governo di Kiev e spedire in campo le armi della diplomazia. «Invece di mandare armi a oltranza — ha chiosato Conte dal podio di Montecitorio — mandiamo negoziatori. Serve ridare centralità al dialogo e alla politica per difendere davvero la popolazione ucraina».





