sabato 31 Ottobre 2026

Digitale, Scaramuccia (Ibm Italia): “Trasformazione Pa passa da interoperabilità, Ia e competenze”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La semplificazione è da sempre una priorità per la , ma oggi il suo significato è cambiato profondamente. Non si tratta più solo di ridurre la burocrazia, ma di ripensare l’esperienza dei . “Semplificare significa ridisegnare i servizi attorno alle necessità di cittadini e imprese, rendendoli trasparenti, veloci e, soprattutto, invisibili”, spiega Daniela Scaramuccia, Vice President & Senior Partner Settore Pubblico di IBM Italia, in un’intervista all’Adnkronos. 

In questo la tecnologia ha un ruolo centrale: non come semplice , ma come elemento che ridisegna i servizi alla radice. L’interoperabilità delle banche dati consente di applicare il principio del “once only”: il dato circola tra le amministrazioni, evitando al cittadino di fornire più volte le stesse informazioni. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale rende i servizi più proattivi, attraverso precompilazioni, intelligente e risposte più rapide. 

Un esempio concreto è il cambio di residenza. In una Pa integrata, una sola conferma digitale può attivare l’aggiornamento automatico di tutte le posizioni: anagrafe, fisco, medico di , scuola. “L’Ai può orchestrare dati già verificati, trasformando un percorso frammentato in un’interazione semplice e trasparente”, osserva. 

 

Negli ultimi anni i passi avanti sono stati rilevanti. Tra questi, la razionalizzazione delle infrastrutture con il Polo Strategico Nazionale e lo sviluppo della Pdnd, che abilita lo scambio sicuro di dati tra amministrazioni. Parallelamente cresce l’attenzione sull’intelligenza artificiale, anche grazie alle linee guida Agid. Non mancano i casi concreti: l’Inail, ad esempio, ha utilizzato soluzioni di AI per gestire il doppio delle richieste nei tempi previsti nell’allocazione dei alle imprese, migliorando efficienza e soddisfazione degli utenti. 

Il sistema resta però disomogeneo e va superata la frammentazione. “Non tutte le amministrazioni sono allo stesso livello di delle nuove tecnologie”, sottolinea Scaramuccia. Il passo decisivo è superare la logica delle singole amministrazioni e costruire un ecosistema integrato, in cui il cittadino interagisce con un unico interlocutore, senza doversi sforzare di comprendere l’organizzazione dello . 

Accanto alla tecnologia, il vero fattore abilitante resta quello umano. “Senza una diffusa AI literacy, nessuna tecnologia può esprimere il proprio potenziale”. Investire in formazione e cultura digitale è quindi essenziale per trasformare la semplificazione in un vantaggio strategico per il sistema Paese. L’obiettivo finale non è solo migliorare i processi, ma soprattutto “usare il digitale per restituire tempo e serenità alle persone, liberare risorse e aumentare la fiducia nelle . E’ questo il senso della semplificazione oggi”, conclude Scaramuccia. 

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