giovedì 13 Agosto 2026

Grok, l’intelligenza artificiale di Musk curerà il feed di X

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – ha deciso di affidare la gestione della timeline direttamente a Grok, segnando un ulteriore passo verso l’ profonda dell’intelligenza artificiale all’interno del network. Secondo quanto annunciato da Nikita Bier, responsabile del prodotto per la piattaforma, gli utenti con abbonamento Premium su sistemi iOS possono già accedere in anteprima a una funzione che permette di fissare specifici argomenti nella scheda principale. Il chatbot analizzerà ogni post pubblicato per curare i contenuti in base agli interessi selezionati. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire un’esperienza di navigazione costruita su misura per il singolo utente, con una distribuzione della funzione sui dispositivi Android prevista per il prossimo

Parallelamente a questa innovazione tecnologica, la dirigenza ha comunicato la chiusura definitiva di X Communities, fissata per il prossimo 6 maggio. La decisione nasce da un calo costante dell’utilizzo dello strumento, che in precedenza permetteva di aggregare gli iscritti attorno a feed verticali e tematici. La strategia della società prevede ora una migrazione forzata verso XChat, il servizio di messaggistica interna, dove i gruppi di discussione verranno trasformati in chat collettive. Si tratta di una scelta controtendenza rispetto ai principali concorrenti del settore, come Threads e Mastodon, che continuano invece a investire sulla creazione di spazi comunitari pubblici per differenziarsi dal flusso generalista della timeline. 

Il cambio di rotta avviene in un clima di forte pressione regolatoria e legale per , la società che sviluppa Grok. Negli ultimi mesi, il chatbot è finito al di aspre polemiche a causa del suo sistema di di immagini, accusato di aver prodotto contenuti pornografici e deepfake di natura sessuale. Le autorità legislative di diversi Paesi hanno acceso i riflettori sulla gestione della della piattaforma, mentre un gruppo di adolescenti ha recentemente intentato una causa contro . L’ sostiene che i vertici dell’azienda fossero consapevoli dei rischi legati alla modalità “spicy” dell’intelligenza artificiale, decidendo comunque di immetterla sul mercato senza i necessari filtri protettivi. 

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