domenica 27 Settembre 2026

Il caos in Medio Oriente svuota le tasche degli italiani: bollette da +350 euro a famiglia

L’aumento dei prezzi di luce, gas e carburante fa volare i costi per famiglie e imprese

Di Redazione
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Il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a pesare sul portafoglio dei . Il conflitto che coinvolge l’Iran spinge verso l’alto i prezzi dell’energia e il conto finisce nelle bollette di luce e gas e nei distributori di carburante. Secondo le stime della Cgia di Mestre, ogni italiana rischia di pagare in media 350 in più all’anno. Un pesante che si traduce in un salasso complessivo da 9,3 miliardi di euro.

A due settimane dall’esplosione delle ostilità, l’economia della penisola presenta i primi segnali di tensione. I mercati delle materie prime industriali, come rame e nichel, reggono. L’energia invece corre. e gas registrano rialzi forti: il greggio segna un aumento del 45,8 per cento, mentre il gas arriva al 62 per cento. Numeri che superano perfino l’impennata vista dopo l’invasione dell’Ucraina.

Il peso maggiore cade sulle famiglie. Nomisma Energia calcola che il rincaro medio di luce e gas porterà una spesa aggiuntiva di circa 350 euro all’anno per nucleo. Un aumento che si distribuisce in modo diverso sul territorio ma che colpisce con più forza le grandi città, dove i consumi energetici risultano più alti.

Roma guida la classifica nazionale dei rincari. Nella capitale la spesa energetica aggiuntiva prevista supera i 705 milioni di euro. Milano segue con oltre 554 milioni, mentre Napoli si avvicina ai 406 milioni. Numeri che mostrano l’impatto diretto della sui grandi centri urbani. Nelle province più piccole il conto resta più contenuto. A Isernia, Aosta e Vibo Valentia l’aumento complessivo oscilla tra i 12 e i 23 milioni di euro.

Il problema non riguarda solo le famiglie. Anche le osservano con timore la corsa dei prezzi energetici. L’industria teme una nuova stagione di fuori controllo. Il nodo resta il petrolio: se il prezzo del barile dovesse superare quota 130 dollari, alcuni comparti produttivi entrerebbero in una zona di rischio molto alta.

Tra i settori più esposti ci sono agricoltura e tessile. Per queste filiere l’energia pesa molto nei costi di produzione e un aumento forte del greggio può mettere in crisi la tenuta finanziaria delle aziende. Il timore delle imprese è quello di non riuscire a sostenere bollette più care insieme all’aumento dei costi di e delle materie prime. In questo scenario cresce anche il rischio insolvenza.

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