giovedì 1 Ottobre 2026

Il referente di Musk in Italia Andrea Stroppa rischia il processo per la morte di un 18enne

La Procura di Roma chiude le indagini sulla tragedia di via Fiorentini: la scatola nera smentisce i testimoni e rivela che la Smart guidata dall'informatico viaggiava a 94 km/h su un tratto con limite a 50

Di Redazione
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La Procura di Roma ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ad , l’informatico trentaduenne noto per essere il referente di in Italia, contestandogli l’ipotesi di omicidio stradale. L’atto, firmato dal sostituto procuratore Rita Ceraso, anticipa di norma la richiesta di a giudizio per il drammatico incidente avvenuto la sera del 31 dicembre in via Filippo Fiorentini, nel quartiere Collatino, costato la a un diciottenne.

Se in un primo momento la posizione di Stroppa sembrava marginale a causa dell’attraversamento pedonale della con il semaforo rosso, le perizie tecniche hanno ribaltato la ricostruzione iniziale. I dati estrapolati dal dispositivo satellitare UnipolTech installato sulla Smart hanno accertato che la vettura procedeva a 94 chilometri orari in un tratto urbano con limite fissato a 50 km/h, smentendo le che stimavano una velocità moderata. Per gli inquirenti si profilerebbe dunque un concorso di colpa: pur di fronte all’imprudenza del pedone, l’impatto a velocità quasi raddoppiata non ha lasciato scampo al giovane. Nel fascicolo della Procura figurano anche altre , tra cui l’installazione non consentita di pellicole oscuranti sui vetri anteriori dell’auto.

L’enigma della e la dopo i blitz contro Tesla

Oltre rilievi dinamici sul sinistro, l’inchiesta fa emergere un interrogativo sulla gestione della sicurezza dell’imprenditore. Stroppa è infatti sottoposto a un dispositivo di tutela personale assegnato dall’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale (Ucis) a seguito di ripetute minacce di morte e dell’attentato incendiario che il 31 marzo ha distrutto sedici vetture al Tesla Center di via Serracapriola.

Nonostante i protocolli di scorta prevedano il costante affiancamento degli agenti e il divieto assoluto per il tutelato di spostarsi in autonomia, la sera del 31 dicembre Stroppa si trovava da solo alla guida della sua auto al momento dell’impatto. Resta da chiarire se l’informatico fosse uscito senza preavvisare la scorta o se vi sia stato un corto circuito nelle procedure di protezione.

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