L’Italia rafforza la tutela penale nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Dal 30 settembre 2026 è in vigore il decreto legislativo 9 settembre 2026, n. 160, che introduce nuove disposizioni per adeguare la normativa nazionale al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, noto come AI Act. Tra le novità figura l’articolo 437-bis del Codice penale, dedicato all’omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di intelligenza artificiale e alla loro alterazione illecita.
Quando scatta il nuovo reato
Il nuovo reato non riguarda qualsiasi utilizzo scorretto dell’intelligenza artificiale. La norma prende di mira condotte specifiche che violano gli obblighi di sicurezza previsti per determinati sistemi e che possono compromettere interessi fondamentali delle persone. Per valutare la rilevanza penale occorre quindi verificare la condotta contestata, le caratteristiche del sistema utilizzato e le condizioni indicate dalla legge. Un semplice errore del software o un malfunzionamento, da soli, non determinano automaticamente la commissione del reato.
La sicurezza dei sistemi al centro della norma
La disposizione punta a contrastare comportamenti che possono compromettere l’affidabilità dei sistemi di intelligenza artificiale o alterarne il funzionamento in modo illecito. Il legislatore interviene così in un settore nel quale l’impiego di strumenti automatizzati può produrre conseguenze concrete sulla vita delle persone, sulla sicurezza e sull’esercizio dei diritti. L’accertamento delle responsabilità richiede comunque un esame delle circostanze specifiche e degli elementi previsti dalla fattispecie penale.
Il quadro normativo italiano ed europeo
Il decreto legislativo 160/2026 si inserisce nel percorso di adeguamento dell’ordinamento italiano alle regole europee sull’intelligenza artificiale. La disciplina affianca le disposizioni della legge 23 settembre 2025, n. 132, che aveva già introdotto modifiche al Codice penale, compresa una norma sulla diffusione illecita di immagini, video o voci falsificati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale. Le nuove disposizioni ampliano quindi il quadro degli strumenti giuridici con cui le autorità possono contrastare gli utilizzi illeciti di queste tecnologie.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





