giovedì 20 Agosto 2026

Iran, l’analisi da Teheran: “Colpire basi Usa in Italia può essere un’opzione”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Se gli Stati Uniti attaccano nuovamente l’Iran, la risposta andrà oltre la “. È quanto afferma all’Adnkronos Foad Izadi, professore di Relazioni internazionali all’Università di Teheran, commentando le indiscrezioni del Financial Times secondo cui Teheran valuterebbe la possibilità di colpire obiettivi militari americani in Europa nel caso di una nuova escalation da parte del . Il quotidiano britannico riferisce di valutazioni riguardanti in particolare l’Europa sud-orientale, citando “due insider del regime”. 

“Prima dell’inizio della guerra a febbraio, l’Iran aveva detto che, se gli Stati Uniti avessero attaccato l’Iran, sarebbe stata una guerra regionale. Questo si è avverato. È diventata una guerra regionale”, spiega Izadi. “Ora l’Iran dice che, se gli Stati Uniti attaccheranno nuovamente l’Iran, la risposta andrà oltre la regione”. 

“E oltre la regione, più o meno, significa Europa”, prosegue il docente. “Quindi sì, colpire le basi statunitensi in Italia potrebbe essere un’opzione”. Izadi precisa tuttavia: “Non so se i funzionari iraniani abbiano deciso di farlo”. Secondo l’analista, “andare oltre la regione significa logicamente Europa” e “i missili iraniani possono raggiungere l’Europa, soprattutto l’Europa meridionale”. 

Per Izadi, “l’opzione migliore per questi Paesi sarebbe non aiutare gli Stati Uniti e in questa guerra illegale contro l’Iran”. Il docente sostiene quindi che “la guerra è illegale secondo il diritto internazionale” e afferma che “sono stati uccisi più di 5mila iraniani” e che sono stati provocati danni per “miliardi di ” alle civili. “Sostenere gli Stati Uniti nell’uccidere bambine in Iran non è una buona scelta politica”, conclude Izadi. 

Sulla notizia del Financial Times è intervenuto all’Adnkronos anche Mohammad Marandi, analista politico, docente all’Università di Teheran ed ex consigliere del team di negoziatori sul nucleare. Commentando le fonti citate nell’articolo del quotidiano britannico, Marandi osserva con ironia: “‘Insider del regime’ lo direbbero al Financial Times? Forse sono insider del regime americano”. Marandi ritiene che “probabilmente” la notizia sia stata diffusa ad arte dall’ Trump “o da Israele” per mettere pressione sull’Europa. 

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