giovedì 13 Agosto 2026

Italia-Usa, Crolla (AmCham Italy): “In momenti crisi non chiudersi, rafforzare partnership economiche”

Di La Sintesi Online
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() – “In una fase di incertezza ed economica, il modo migliore per superare la crisi non è chiudersi, ma investire in un autentico ‘peace through commerce’: rafforzare le partnership economiche tra Italia e Stati Uniti come strumento di stabilità e crescita condivisa. Anche quando emergono divergenze politiche di breve periodo tra le leadership di governo su singoli dossier, la profondità dei legami industriali, tecnologici e finanziari resta un ancoraggio fondamentale. Proprio per questo è essenziale consolidare nelle filiere strategiche e valorizzare gli strumenti della cooperazione economica bilaterale: sono la migliore garanzia di resilienza e di dialogo costruttivo nello spazio transatlantico”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Simone Crolla, Consigliere delegato di AmCham Italy, commenta i rapporti tra Usa e Italia dopo gli attacchi di oggi di Trump a Meloni e l’annullamento del Business Forum a Miami. 

AmCham Italy lunedì 22 giugno a partire dalle 11.00 nel Nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘Leonardo da Vinci’ a Milano terrà l’assemblea annuale dei soci, in cui verrà approvato il bilancio e saranno elette le nuove cariche sociali con il del Consiglio di amministrazione. 

Secondo il consigliere delegato della Camera di commercio Usa in Italia “lo degli investimenti diretti statunitensi in Italia è solido e strutturato. Oggi parliamo di uno stock di Ide americani nel nostro Paese pari a circa 36 miliardi di dollari, che si traduce in decine di migliaia di posti di qualificati e in una presenza industriale radicata sui territori. Allo stesso tempo, le imprese italiane hanno costruito una presenza molto significativa negli Stati Uniti, con uno stock di investimenti che supera i 48 miliardi di dollari: oltre sei volte il livello registrato all’inizio degli anni Duemila, a conferma di una relazione economica integrata ormai pienamente bidirezionale. Questo intreccio di investimenti non è solo una cifra nei bilanci, ma un vero moltiplicatore di competenze, innovazione e integrazione nelle filiere globali, che rafforza la competitività di entrambi i Paesi nel contesto transatlantico”, sottolinea.  

 

 

In particolare Crolla ricorda che “i settori trainanti della relazione economica tra Stati Uniti e Italia riflettono le grandi trasformazioni in corso a livello globale. Dal lato americano, l’export verso l’Italia vede al primo posto il comparto pharma & chimica, seguito dall’energia – in particolare Oil & Gas – e poi da trasporti, macchine, ict e metalli di base. Si tratta di ambiti ad alta intensità di capitale, tecnologia e , dove le aziende statunitensi sono partner fondamentali per il sistema produttivo italiano”.  

“Dal lato italiano, l’export verso gli Stati Uniti è guidato ancora da pharma & chimica, ma con una forte presenza di macchinari, trasporti, altra manifattura avanzata e prodotti in pelle, in cui il nostro Paese unisce capacità industriale, e qualità. In questo quadro, sanità, tecnologia ed energia rappresentano autentici ‘motori congiunti’ della relazione transatlantica: sono i settori in cui le catene del valore italo‑americane sono più integrate e dove vediamo le maggiori opportunità di crescita nei prossimi anni”, conclude. (di Fabio Paluccio) 

 

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