mercoledì 16 Settembre 2026

Lepore: “Non ho chiesto io la scorta, è un obbligo e mi fido dello Stato”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Ho letto le dichiarazioni del ministro Piantedosi. Ringrazio il Viminale, ringrazio gli agenti che mi seguiranno e tutto il personale di polizia. Ci tengo a chiarire che io non ho chiesto la scorta, ho sporto denuncia per delle minacce che sono arrivate. Ho grande rispetto per il loro lavoro, farei volentieri però a meno della limitazione della mia , ma è un obbligo che mi è presentato da parte del prefetto e, quindi, lo seguirò”. Lo ha detto il , Matteo Lepore, interpellato su eventuali chiamate ricevute da parte di esponenti del governo per mostrargli solidarietà. Nei giorni scorsi il ha presentato una denuncia-querela, dopo le minacce online, ricevute in seguito ai disordini verificatisi nella città emiliana dopo il presidio di lunedì per

Alla domanda se si senta in pericolo, dopo la denuncia-querela presentata per le minacce ricevute, il sindaco ha risposto: “No, io penso di poter dire che in questo momento sono nelle mani dello Stato, mi fido dello Stato. Credo che chi fa il mio lavoro sia sempre esposto a rischi. I sindaci lo sanno molto bene. Nella nostra città io sono abituato a girare liberamente, ad ogni giorno della notte, continuerò a farlo con alcune accortezze. Credo che sia importante, insomma, che il sindaco mantenga un rapporto con la comunità”. Poi, alla domanda se cambi qualcosa per la sua candidatura alle prossime , Lepore ha risposto: “No, assolutamente”. 

Per il sindaco è “molto importante che in questo momento si continui a tenere l’attenzione sulle cose che contano di più per l’ e per la nostra città”, ovvero “quanto è accaduto al Pilastro, perché comunque è importante che vadano avanti gli approfondimenti sulla di Fakir”. “Credo sia importante continuare a stare accanto alla sua famiglia. Chiedere verità, e chiarezza su quanto è avvenuto, come anche ha detto il nostro arcivescovo Zuppi, è importante soprattutto per le forze dell’ordine”, ha aggiunto Lepore. 

“Chi è venuto in piazza al presidio per stare accanto alla famiglia non è venuto per essere contro le forze dell’ordine, ma per essere accanto alla famiglia – ha proseguito – E anzi, io per primo e la famiglia abbiamo condannato gli scontri che ci sono stati. Siamo vicini agli agenti feriti, come sono vicino agli agenti e alla polizia per quello che è successo in Val di Susa”. 

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