sabato 31 Ottobre 2026

Lepore: “Non ho chiesto io la scorta, è un obbligo e mi fido dello Stato”

Di La Sintesi Online
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() – “Ho letto le dichiarazioni del ministro Piantedosi. Ringrazio il Viminale, ringrazio gli agenti che mi seguiranno e tutto il personale di . Ci tengo a chiarire che io non ho chiesto la scorta, ho sporto denuncia per delle minacce che sono arrivate. Ho grande per il loro lavoro, farei volentieri però a meno della limitazione della mia libertà, ma è un obbligo che mi è stato presentato da parte del prefetto e, quindi, lo seguirò”. Lo ha detto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, interpellato su eventuali chiamate ricevute da parte di esponenti del governo per mostrargli . Nei giorni scorsi il sindaco ha presentato una denuncia-querela, dopo le minacce online, ricevute in seguito ai disordini verificatisi nella città emiliana dopo il presidio di lunedì per Abderrahim Fakir. 

Alla domanda se si senta in pericolo, dopo la denuncia-querela presentata per le minacce ricevute, il sindaco ha risposto: “No, io penso di poter dire che in questo momento sono nelle mani dello Stato, mi fido dello Stato. Credo che chi fa il mio lavoro sia sempre esposto a rischi. I sindaci lo sanno molto bene. Nella nostra città io sono abituato a girare liberamente, ad ogni giorno della notte, continuerò a farlo con alcune accortezze. Credo che sia importante, insomma, che il sindaco mantenga un rapporto con la comunità”. Poi, alla domanda se cambi qualcosa per la sua candidatura alle prossime , Lepore ha risposto: “No, assolutamente”. 

Per il sindaco è “molto importante che in questo momento si continui a tenere l’attenzione sulle cose che contano di più per l’opinione pubblica e per la nostra città”, ovvero “quanto è accaduto al , perché comunque è importante che vadano avanti gli sulla morte di Fakir”. “Credo sia importante continuare a stare accanto alla sua famiglia. Chiedere verità, giustizia e chiarezza su quanto è avvenuto, come anche ha detto il nostro arcivescovo Zuppi, è importante soprattutto per le forze dell’ordine”, ha aggiunto Lepore. 

“Chi è venuto in al presidio per stare accanto alla famiglia non è venuto per essere contro le forze dell’ordine, ma per essere accanto alla famiglia – ha proseguito – E anzi, io per primo e la famiglia abbiamo condannato gli scontri che ci sono stati. Siamo vicini agli agenti , come sono vicino agli agenti e alla polizia per quello che è successo in Val di Susa”. 

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