(Adnkronos) –
Matteo Piantedosi risponde a Beppe Sala. Oggi, domenica 18 ottobre, il ministro dell’Interno ha voluto replicare alle parole del sindaco di Milano, che all’indomani dei disordini in città durante le manifestazioni aveva lamentato una scarsa presenza delle forze dell’ordine: “Il presidente Meloni con senso di responsabilità ha invitato tutti a condannare con forza le violenze di piazza e a solidarizzare con le Forze dell’ordine vittime di aggressioni ignobili. Ma dopo poche ore il Sindaco di Milano ha puntato il dito proprio contro le Forze di polizia che – secondo lui – sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in Piazza Duomo. È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti”, ha scritto il ministro in un post su X.
“La colpa sarebbe della Questura, del presunto numero insufficiente di poliziotti schierati, anziché di chi ha scelto di devastare la città e aggredire le Forze dell’ordine. Rassicuro il sindaco: l’adeguatezza dei dispositivi di sicurezza viene sempre verificata a posteriori. Anche per prepararsi meglio alle sfide future, di fronte a fenomeni emergenti. Ma una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un’altra è spostare l’attenzione da chi le commette – sottolinea il ministro – La responsabilità di chi usa la violenza non può essere diluita in una polemica sul numero dei poliziotti, un’operazione di mistificazione della realtà del tutto inaccettabile”.
“In questa occasione e come sempre i poliziotti in piazza c‘erano e hanno operato bene, evitando guai peggiori. Se hanno faticato a contenere i violenti, la ragione sta nel fatto che chi indossa la divisa ha delle regole di ingaggio, ha senso di responsabilità, cerca di minimizzare le criticità e reagisce utilizzando la forza pubblica solo quando è strettamente necessario. Dall’altra parte – conclude Piantedosi – ci sono invece dei delinquenti buoni a nulla e pronti a tutto che vogliono solo colpire, fare del male, creare danni, salvo poi mettersi a lamentare a favore di telecamera quando ci sono le cariche di alleggerimento della polizia”, ha continuato Piantedosi.
Ieri “le forze dell’ordine hanno garantito il diritto di manifestare con la consueta professionalità, intervenendo con equilibrio e accortezza nelle situazioni critiche in cui era necessario farlo. In ogni caso, le azioni proditorie attuate da questi esagitati professionisti del disordine non resteranno impunite”, ha promesso Piantedosi, “oltre ai numerosi arresti, sono state avviate le attività di indagine per assicurare i responsabili alla giustizia. Né la minore età di alcuni protagonisti può far pensare a una qualche forma di impunità. La linea del Viminale, come sempre, è tesa a prevenire le violenze per evitare guai peggiori ma senza sconti sulle responsabilità individuali che saranno contestate in sede penale. Chi si rende protagonista di simili azioni illegali avrà la conseguente risposta dello Stato che applicherà le leggi vigenti. Si tratta evidentemente di violenza becera che non otterrà alcun risultato. Il governo infatti non si farà intimorire o condizionare da chi sceglie la strada della prevaricazione”.
E’ di un totale di 141 feriti fra le forze dell’ordine il bilancio degli scontri avvenuti ieri durante le manifestazioni che si sono svolte in diverse città italiane. Lo rende noto il Dipartimento di pubblica sicurezza, spiegando che “197 violenti sono stati identificati e accompagnati negli uffici di polizia; 28 persone arrestate di cui 12 minorenni e 6 stranieri e 43 denunciati”. A Milano i manifestanti erano circa 5mila. In seguito alle azioni violente che si sono protratte fino alle 22.30, 72 persone sono state accompagnate in Questura. Al termine degli accertamenti sono stati arrestate 17 persone, di cui 7 italiani, 5 stranieri e 5 minorenni e denunciati 22 giovani.
Al momento si registrano 104 feriti tra le Forze dell’ordine. A Torino, con circa 3mila manifestanti, dopo le azioni violente gli agenti hanno arrestato un maggiorenne per resistenza a pubblico ufficiale e 3 minorenni trovati in possesso di bottiglie incendiarie, mentre 3 minorenni sono stati denunciati perché trovati in possesso di petardi e di un ordigno artigianale. Inoltre, 4 minorenni sono stati accompagnati in Questura e fotosegnalati dopo essere stati bloccati poco dopo per il danneggiamento della libreria Feltrinelli presso la stazione di Porta Nuova. Sono state identificate 60 persone, di cui 8 stranieri, ai fini dei successivi accertamenti.
A Bologna fra i circa 2.000 manifestanti si è vista “una cospicua presenza di giovanissimi di origini straniera, molti dei quali travisati” riferisce il Dipartimento. In seguito agli scontri sono stati arrestati 5 minorenni, di cui uno straniero, per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e travisamenti, invece altri 7 manifestanti sono stati denunciate a vario titolo. Identificate 40 persone, di cui 10 accompagnate in questura. Al momento risultano feriti 38 operatori della Polizia di Stato e 6 carabinieri. Danneggiati alcuni mezzi di servizio.
A Brescia i manifestanti erano circa 600 e nel corso del corteo anche il dirigente del servizio di ordine pubblico è stato colpito da un lancio di pietra. Sono stati identificati complessivamente 11 manifestanti, di cui 6 denunciati. A Bergamo infine sono scese in piazza circa 800 persone. Nel corso di azioni violente 2 maggiorenni sono stati arrestati e altri 5 minorenni sono stati denunciati. Un minore di età inferiore ai 14 anni sarà segnalato al Tribunale per i minorenni per aver lanciato oggetti contundenti e petardi contro le Forze dell’ordine. Due operatori della Polizia di Stato hanno riportato contusioni.
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