lunedì 28 Settembre 2026

Milioni di sedentari entro 2050 e mezzo milione di morti premature in più ogni anno, ecco perché: la previsione choc

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – L’ delle temperature dovuto al cambiamento climatico potrebbe spingere milioni di adulti in tutto il mondo verso l’inattività fisica entro il 2050, ed essere collegato a circa mezzo milione di morti premature e a perdita di produttività per miliardi di . E’ quanto suggerisce la proiezione contenuta in uno studio pubblicato sulla rivista ‘The Lancet Global Health’. Il pianeta sta diventando sempre più per effetto del climate change, e questo crescente calore – avvertono gli autori – probabilmente influenzerà anche quanto le persone possono essere attive da un punto di vista fisico. La sedentarietà è già un grave problema di salute globale: circa 1 adulto su 3, infatti, non soddisfa le linee guida dell’Organizzazione mondiale della per l’esercizio settimanale. 

Lo studio ha analizzato i dati di 156 Paesi tra il 2000 e il 2022 per calcolare una stima dell’impatto dell’aumento delle temperature sull’ fisica a livello globale. Il modello indica che entro il 2050 ogni mese aggiuntivo con una temperatura media superiore a 27,8 gradi centigradi aumenterebbe l’inattività fisica di 1,5 punti percentuali a livello globale e di 1,85 punti percentuali nei Paesi a basso e medio reddito, senza tuttavia un chiaro impatto in quelli ad alto reddito. Ciò si traduce in un numero previsto di 0,47-0,70 milioni di morti premature in più all’anno e in perdite di produttività comprese tra 2,40 e 3,68 miliardi di dollari.  

L’aumento maggiore dell’inattività fisica, secondo la previsione, si registrerà ovviamente nelle più calde come l’America Centrale, i Caraibi, l’Africa subsahariana orientale e l’ sud-orientale equatoriale, dove la sedentarietà potrebbe aumentare di oltre 4 punti percentuali per ogni mese trascorso con la colonnina che segna sopra i 27,8 °C. Si tratta però di proiezioni basate su modelli, precisano gli autori, ricavate da sull’attività fisica auto-riferita e che tengono conto solo delle variazioni di temperatura. Pertanto, avvertono gli , permangono notevoli incertezze circa l’impatto reale. Ciò che i risultati sicuramente suggeriscono – illustrano gli autori – è la necessità di intervenire per proteggere la dall’aumento delle temperature, ad esempio progettando città più fresche, offrendo spazi climatizzati a prezzi accessibili per l’esercizio fisico e fornendo consigli chiari su come proteggersi dal caldo estremo, oltre a ridurre le emissioni di gas serra. 

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