mercoledì 29 Luglio 2026

Mondiali ‘privati’, il piano di Infantino (e Trump) vale miliardi per la Fifa

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
Il presidente della , Gianni Infantino, prepara la vendita di quote della Coppa del Mondo a privati. Compreso, magari, Donald Trump. L’operazione, secondo lo scenario delineato dal Times, consentirebbe alla Fifa di guadagnare cifre astronomiche – nell’ordine di miliardi – con un effetto dirompente sul calcio internazionale. Il prende forma anche con la collaborazione dell’ del presidente Trump, che ha un rapporto solidissimo con Infantino, complici anche i organizzati da Usa, Canada e Messico. 

La Fifa, in un comunicato, rende noto che è pronta ad aumentare i finanziamenti per lo sviluppo del calcio fino a oltre 10 miliardi di dollari, previa approvazione da parte delle Federazioni affiliate. La federcalcio internazionale lancia la società Fifa Forward Enterprise (FFE), una nuova iniziativa commerciale avallata dal presidente Infantino. Come evidenzia il Times, il presidente della Fifa “potrebbe diventare ‘commissario’ di una nuova società, secondo un piano discusso con l’amministrazione Trump”. 

La Fifa gestirebbe diritti commerciali, tra cui trasmissioni televisive, sponsorizzazioni, biglietteria e licenze, insieme alla gestione operativa dei tornei Fifa, compresi i Mondiali. La Fifa potrebbe raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari da investitori esterni attraverso la vendita di quote di minoranza non di in FFE, il cui valore totale si aggirerebbe intorno ai 20 miliardi di dollari (15 miliardi di sterline). L’investitore principale, a quanto pare, potrebbe essere Josh Kushner. Chi è? E’ il fratello di Jared Kushner, genero di Donald Trump. I nuovi investitori, in un futuro non lontano, potrebbero sedersi al tavolo del calcio mondiale e provare a dettare la propria agenda, con effetti anche sul format delle competizioni e – quindi – dei Mondiali.  

 

Il piano, secondo le anticipazioni di stampa, prevede che la Coppa del Mondo venga scorporata dalla Fifa e trasferita di sotto l’egida della FFE. Infantino, presidente della Fifa fino al 2031, manterebbe il controllo della World Cup come numero 1 della FFE. Con la prospettiva, magari, di modificare la frequenza del torneo: non ogni 4 anni ma, per dire, 2 o 3. Il presidente non può attuare la privatizzazione in maniera unilaterale, ha bisogno del voto dei membri della Fifa. Per convincerli, ovviamente, ci sono i soldi. Ogni nazione riceverebbe una quota da 20 milioni nella FFE ma potrebbe mantenere o vendere le azioni. Non è fantascienza ipotizzare che alcune federazioni – non propriamente ricche – potrebbero mettere all’asta le proprie quote a scopo di lucro: la Coppa del Mondo, a quel punto, potrebbe essere realmente gestita da fondi privati. 

Una rivoluzione, a cui qualcuno prova ad opporsi. In prima linea, nello schieramento del , ‘è la Uefa. “Si oltrepassa un limite che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai superare. La Uefa prende estremamente sul serio la vicenza. Così come dovrebbero fare tutte le Federazioni Calcistiche Nazionali. E così anche tutti i soggetti interessati: leghe, club, giocatori, tifosi, governi e chiunque abbia a il futuro di questo sport. L’anima e la gestione del calcio non sono beni da svendere, soprattutto in assenza di trasparenza su chi ne trae profitto finanziario. Nessuno di noi è il proprietario del calcio. Non spetta alla Fifa venderlo”, dice la Confederazione europea. 

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