lunedì 14 Settembre 2026

Nepal, la denuncia degli esperti: “C’erano segnali chiari prima del disastro, li hanno ignorati”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Lo scorso 27 , dunque, mesi prima delle devastanti inondazioni della scorsa settimana che hanno causato oltre 1.000 , esperti provenienti da Cina e Nepal si incontrarono a per discutere del rischio di disastri nella zona di confine con il Nepal e per coordinare le migliori strategie di monitoraggio e risposta a pericoli come le inondazioni. Lo scrive il Guardian citando la Reuters, spiegando che in quell’occasione gli esperti chiesero misure congiunte di riduzione del rischio, tra cui inventari dei laghi glaciali e mappatura dei pericoli. Tuttavia, due funzionari nepalesi hanno dichiarato all’agenzia di stampa britannica di non aver ricevuto dalla Cina, dopo l’incontro, tutte le informazioni che desideravano sui rischi correlati ai ghiacciai.  

Secondo HiRisk, un gruppo di scienziati che produce dati sui rischi nella regione dell’Asia ad alta montagna e crea linee guida per i responsabili politici, c’erano “segnali premonitori” della valanga che ha colpito il Nepal e il . La valutazion di HiRisk è stata riportata da Abc News (). Jakob Steiner, coautore del rapporto e geoscienziato dell’Università di Graz, che ha condotto ricerche sulle esondazioni dei laghi in Nepal, ha dichiarato all’emittente che i sistemi di precoce per i lavoratori edili erano estremamente blandi.  

Il rapporto HiRisk ha rilevato che nell’area interessata non era istituito alcun sistema di allerta precoce per i pericoli legati ai ghiacciai. “Data la rapidità con cui si è propagata la valanga iniziale, il tempo di preavviso fornito dai sistemi convenzionali sarebbe stato minimo e probabilmente insufficiente per un’evacuazione efficace al valico di frontiera tra Nepal e Cina a Rasuwagadhi (porto di )”, si in un comunicato. “Più a valle, con tempi di allarme di 10 minuti o più, sistemi completi e adeguati avrebbero potuto salvare un numero significativo di vite umane”.  

Non è chiaro – sottolinea il Guardian – quali dati (qualora ve ne fossero) la Cina possedesse prima del disastro riguardo alle condizioni dei ghiacciai nella zona, in particolare riguardo quelli situati al di fuori dei suoi confini. 

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