venerdì 23 Ottobre 2026

Nessun complotto contro Berlusconi: “Fu un processo equo”. La Cedu chiude dopo 21 anni la saga del Cavaliere

La Corte di Strasburgo boccia definitivamente il ricorso presentato dal fondatore di Forza Italia e portato avanti dai suoi eredi: la condanna per frode fiscale sui diritti tv Mediaset è stata legittima e priva di condizionamenti. Amareggiati i legali della famiglia: "Liquidati in modo sbrigativo"

Di Redazione
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Nessun complotto giudiziario, nessun pregiudizio politico e nessuna violazione del diritto di difesa. Dopo ventun anni di veleni, scontri di , dibattiti parlamentari e battaglie legali combattute fino all’ultimo grado, la Corte Europea dei Diritti dell’ (Cedu) di Strasburgo mette la parola fine alla più celebre parabola giudiziaria della storia recente italiana. I togati europei hanno respinto all’unanimità l’ultimo ricorso presentato nel dicembre del 2013 dal fondatore di Forza e portato avanti dai suoi eredi dopo la sua : il procedimento per frode fiscale sui Mediaset fu assolutamente equo e imparziale.

La sentenza, che diverrà definitiva tra tre mesi, cancella con un colpo di spugna anni di narrazione sulla presunta “persecuzione giudiziaria” ai danni dell’ex premier, confermando la piena legittimità della condanna a 4 anni di reclusione che portò alla sua storica decadenza dal Senato.

Smontati i sulla Cassazione: per la Cedu i furono imparziali

I giudici di Strasburgo hanno analizzato nel dettaglio tutti i cavilli sollevati dalla difesa del Cavaliere, concentrandosi in particolare sulle controverse dichiarazioni del presidente del collegio della Corte di Cassazione, Antonio Esposito, e sull’attribuzione del caso alla sezione feriale nell’ del 2013. Su ogni punto la risposta della Cedu è stata perentoria: non esiste alcuna prova che Esposito o gli altri magistrati abbiano cercato di farsi assegnare il processo o abbiano difettato di imparzialità.

Inoltre, ricordano i togati europei, l’adozione di un verdetto sfavorevole non può mai costituire di per sé un indizio di parzialità, specialmente considerando l’ampia motivazione della sentenza e il tempo dedicato alle deliberazioni, segnale di un esame approfondito e rigoroso della causa.

L’amarezza della famiglia e la resa sulle cause a Strasburgo

Un verdetto che ha riaperto l’amarezza e la rabbia tra i famigliari e i legali di Berlusconi. Gli avvocati Giorgio Perroni, Andrea Santucci e Bruno Nascimbene si sono detti “amareggiati e sbalorditi”, accusando la Cedu di aver liquidato «con una formula sbrigativa una vicenda che riguarda i principi fondamentali della giustizia e i diritti inviolabili della difesa».

Ma il verdetto resta definitivo e inappellabile. Con questa pronuncia si esaurisce l’intera serie dei quattro ricorsi intentati dal Cavaliere di fronte alla giustizia europea: dopo le bocciature sui dossier Mediolanum e Lodo Mondadori, e il ritiro di quello sulla legge Severino, la lunga guerra tra il Cavaliere e i magistrati si chiude con una sconfitta senza .

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