venerdì 2 Ottobre 2026
Conte e Schlein. ANSA_Angelo Carconi

«Non ci sono alternative alle primarie»: Conte risponde a Schlein e la sfida sul pacifismo

Risposta immediata del leader M5S da Frosinone dopo la Direzione del Nazareno: "Uno vale uno significa che contano i cittadini, e il 70% degli italiani dice basta alle armi". La resa dei conti del centrosinistra si sposta sui gazebo

Di Redazione
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La replica di Giuseppe Conte alle parole pronunciate da Elly in direzione PD non si è fatta attendere. A margine di un appuntamento elettorale a , il leader pentastellato prende atto della linea dettata dal Nazareno e blinda il percorso che porterà alla scelta della candidatura premier per l’alleanza progressista. Prendendo in parola la segretaria , il presidente del Movimento 5 Stelle sgombra il campo da qualsiasi scorciatoia e impone le primarie come unico passaggio obbligato: «Schlein ha ufficialmente confermato che per lei sono due le strade: o la candidata a premier è lei, oppure ci saranno le primarie. Io credo a questo punto che la strada sia ben chiara, non ci sono alternative alla strada delle primarie. Perché dobbiamo sempre preferire la direzione di una partecipazione democratica».

Una mossa che trasforma le parole della segretaria nell’investitura ufficiale di una competizione aperta, nella quale l’ premier intende giocarsi tutte le sue carte, forte di un elettorato di sinistra che guarda con insofferenza alle posizioni atlantiste dell’ala riformista del PD. Conte assicura di voler lavorare «con spirito autenticamente unitario per mandare a casa Meloni», ma al tempo stesso fissa paletti chiarissimi sulla natura della , rivendicando autonomia e peso sia sulle prospettive nazionali sia sulle trattative per le prossime tornate amministrative.

La stoccata sull’ e la difesa dell’identità pentastellata

L’affondo più duro arriva sulla rivendicazione di Schlein del maggior peso elettorale del PD e sulla sua stoccata al motto grillino dell’«uno non vale uno» al tavolo del programma. Conte ribalta la narrazione della segretaria e la incalza sul tema infuocato del riarmo e degli aiuti militari a Kiev, trasformandolo nella vera identitaria dei Cinque Stelle in vista del confronto programmatico: «Per me ‘uno vale uno’ significa che contano i cittadini, che per la stragrande maggioranza — tra il 60% e il 70% — dicono basta a questa escalation a suon di armi. Dicono basta al riarmo, vogliono che quei soldi siano messi nella sanità, nella scuola, negli asili nido, nell’istruzione. Ecco, per me contano loro e dare a loro una prospettiva di cambiamento della politica di questo governo Meloni».

Il messaggio indirizzato al Nazareno è trasparente: la doppia cifra di scarto vantata dal PD non basterà a imporre una linea di continuità sulla politica estera. Sulla spesa militare e sul pacifismo, Conte punta ad andare alla spallata, forte dei sondaggi e dell’umore del Paese, trasformando le primarie di coalizione nel primo vero referendum sul riarmo e sul futuro della .

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