domenica 4 Ottobre 2026

Rabbino aggredito a Milano, parla il 21enne rimpatriato: “Morirei per l’Italia, è il Paese dove sono nato e cresciuto”

Di La Sintesi Online
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() – “Non provo né verso Israele né verso la ebraica: era solo uno scherzo”. A parlare al Corriere della Sera è Battar Zahani, il 21enne che giovedì scorso è stato rimpatriato in Tunisia, come annunciato da Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo essersi reso protagonista dell’aggressione al

rabbino di , Rav Tzemach Mizrachi, lo scorso 16 settembre in piazzale Bande Nere.  

Il ragazzo, uno dei tre coinvolti nell’ dopo l’attacco, è a Como e cresciuto a Meleti, nel Lodigiano, e studiava ingegneria all’università di . Per questo, aggiunge al quotidiano di via Solferino: “Io morirei per l’Italia: è il Paese dove sono nato e cresciuto”. Poi, il racconto del rimpatrio: “Quando sono arrivato in Tunisia, gli agenti italiani mi hanno lasciato nelle mani della del posto. Non parlo benissimo il tunisino e continuavo a dire che non capivo, anche in inglese. Poi mi hanno lasciato . Ho dovuto chiamare mia per dirle cosa stava succedendo: nessuno l’aveva avvisata dall’Italia. Quando le ho raccontato tutto è scoppiata a piangere. Non poteva crederci”. 

Il 21enne attende ora che sia fatta chiarezza sul suo caso e che magari possa tornare in Italia, e si difende dalle accuse di aggressione al rabbino. “Il nostro amico lo ha preso per scherzo (il cappello del rabbino, ndr), lo ha indossato e poi restituito. Mio fratello ha dato un calcio alle gambe del rabbino, ma non per fargli male. Io non l’ho toccato: avevo il telefono in mano e stavo facendo un video. Ho solo riso”.  

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