(Adnkronos) – “Grazie a tutti coloro che mi stanno manifestando attestati incredibili di solidarietà, di affetto, di vicinanza, in questi due mesi di oltre duemila articoli che appartengono a una
character assassination
che forse non ha precedenti nella storia del nostro Paese, ma forse anche a livello mondiale. Una sorta di gogna politica di giornali di partito”. Queste le parole di Sigfrido
Ranucci in un post sui social nel giorno del suo 65esimo compleanno.
Il giornalista, attraverso il video, invita poi i follower al suo spettacolo ‘Diario di un trapezista’, in scena domani al Parco della Legnara a Cerveteri. “Al termine mi fermerò con voi per scambiare opinioni, anche semplicemente per stringere una mano o scattare una fotografia. Dopo quello spettacolo molte cose saranno più chiare”, conclude.
Il video di Ranucci giunge dopo le polemiche dei giorni scorsi relative alla messa in onda della nuova stagione di Report e agli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria relativa all’attentato subito dal giornalista a ottobre del 2025.
Proprio a tal proposito, è stata fissata per il prossimo 7 settembre l’udienza davanti al Riesame per Valter Lavitola. In quella sede, come annunciato dai suoi difensori nei giorni scorsi, l’ex editore e imprenditore renderà dichiarazioni spontanee. Lavitola nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip nel carcere di Rebibbia dove è detenuto ha ammesso di essere il mandante dell’attentato, sostenendo di averlo fatto per fargli innalzare il livello di protezione. Le dichiarazioni rese da Lavitola durante la confessione erano state valutate però dal gip, che non aveva accolto la richiesta di domiciliari, “fumose, assolutamente generiche e prive qualsivoglia indicazione concreta suscettibile di riscontro”. Il tribunale del Riesame, dopo il ricorso presentato dagli avvocato Sergio e Arturo Cola, è chiamato a esprimersi sulle esigenze cautelari e sull’aggravante del metodo mafioso contestata.
Già questa settimana, invece, potrebbe essere fissato l’interrogatorio davanti al pm richiesto dai difensori dei quattro arrestati lo scorso 30 giugno con l’accusa di essere gli esecutori materiali dell’attentato. Finora i tre uomini, detenuti in carcere, e la donna, ai domiciliari, sia nell’interrogatorio di garanzia che in quello davanti al pubblico ministero titolare dell’inchiesta si sono avvalsi della facoltà di non rispondere rendendo solo dichiarazione spontanee. Ora i quattro, accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso, sono pronti a tornare davanti agli inquirenti questa volta per rispondere alle domande. Da loro è atteso un chiarimento anche sul perimetro del mandato ricevuto da Gomes Clesio Tavares, ritenuto dagli inquirenti l’intermediario e tuttora in Africa.
Tempi più lunghi invece per la convocazione da parte degli inquirenti di Sigfrido Ranucci per sentirlo come persona informata sui fatti. Un passaggio che avverrà una volta terminata l’analisi dei dispositivi sequestrati dai carabinieri del Nucleo Investigativo a Lavitola sia durante la perquisizione che il giorno dell’arresto.
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