sabato 31 Ottobre 2026

Ritrovata la Tebaide di Beato Angelico dopo 50 anni, va all’asta

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Se ne sono perse le tracce per cinquant’anni, pur restando vivo nella critica. Ora la Tebaide di Beato Angelico – da mettere in relazione con quella conservata al Szépművészeti Múzeum di Budapest – alienata a Firenze nel 1970 e scomparsa dalla circolazione, va in asta da Pandolfini dopo mezzo secolo di assenza. L’appuntamento è per il 20 maggio a Firenze. La tempera su tavola trasportata su tela (cm 68,5×56) sarà offerta con una stima di 150.000 – 250.000 euro. 

Il dipinto, spiega ua nota della casa d’aste inviata all’Adnkronos, era scomparso, pur restando noto attraverso fotografie in bianco e nero e una vasta discussione critica, che lo riconosce come autografo. La della sua identità è possibile grazie al confronto con la Tebaide conservata al di San Marco – già alla Galleria degli Uffizi, e di recente esposta nella grande dedicata all’ tra Palazzo Strozzi e San Marco. Le due sarebbero versioni identiche e autografe di un soggetto già di per sé raro: l’immagine allude a un passo delle Vitae Patrum. Il tema della degli eremiti nel deserto di Tebe ebbe una discreta diffusione tra Trecento e Quattrocento. La realizzazione di due opere uguali non stupisce, se si considera il contesto storico.  

 

Secondo lo storico dell’arte Miklós Boskovits, agli inizi del Quattrocento infatti “non esisteva il concetto di originalità artistica e la pratica delle copie era del tutto “. La quasi perfetta corrispondenza tra le due composizioni suggerisce inoltre l’uso dello stesso disegno preparatorio, probabilmente legato a una destinazione analoga delle opere. 

 

 

Più aperta resta la questione della destinazione originaria. È stato proposto un contesto vallombrosano, legando la tavoletta degli Uffizi al fatto che il fratello di Hugford era un vallombrosano e che i Bartolini Salimbeni, famiglia da cui proviene il frammento qui commentato, avessero una cappella in Santa Trinita, chiesa fiorentina dei vallombrosani. Recentemente è stata rilanciava invece l’ipotesi che potesse essere nata da un contesto camaldolese, rifacendosi al monaco Ambrogio Traversari che nel 1423 ultima la prima parte della traduzione dal greco di quelle che lui stesso chiama Vitae Patrum. 

 

L’opera sarà da Pandolfini nella prossima asta di Dipinti Antichi il 20 maggio a Firenze. Un’occasione rara, non solo per il mercato ma per la storia dell’arte: opere di questa qualità e di questa complessità critica tornano alla luce poche volte in un secolo. 

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