Un sistema di reclutamento selvaggio ed esplicito che si consumava ogni mattina alla luce del sole nelle piazze e lungo le strade del Casertano, sommerso nell’indifferenza generale. È lo scenario emerso dall’indagine sul caporalato condotta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e dai Carabinieri del Comando Tutela del Lavoro, che ha portato all’emissione di quattro misure cautelari per i caporali e alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini per altri quattro soggetti, tra cui l’imprenditore di una delle aziende agricole coinvolte.
La vera svolta dell’inchiesta è arrivata dalla reazione delle vittime — in gran parte lavoratori d’origine indiana e pachistana —, con 17 braccianti che hanno trovato la forza e il coraggio di rompere il muro dell’omertà e denunciare i propri aguzzini.
Reclutamento in strada e furgoni-trappola a Villa Literno
I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in conferenza stampa dal procuratore della Repubblica Pierpaolo Bruni, dal procuratore aggiunto Graziella Arlomede e dagli investigatori dell’Arma. Dagli accertamenti coordinati dal sostituto procuratore Armando Bosso è emerso come il reclutamento avvenisse quotidianamente attorno alle rotonde stradali e nei vicoli di Villa Literno.
Da lì, i braccianti venivano stipati in furgoni omologati per soli nove passeggeri ma caricati fino a 25-30 persone, spesso su mezzi commerciali privi di finestrini, per poi essere smistati nei campi tra Casal di Principe, Grazzanise e la stessa Villa Literno.
“Reclutati nell’indifferenza generale, ma 17 lavoratori hanno denunciato”
“I fatti emersi sono gravi perché il reclutamento avveniva sulla strada pubblica, alla luce del sole, nell’indifferenza di tante persone che non hanno mai denunciato, anche perché probabilmente assuefatte a tali fenomeni”, ha evidenziato il procuratore Bruni. “L’aspetto positivo è che 17 braccianti hanno collaborato, trovando il coraggio di denunciare i propri sfruttatori”.
Le indagini, nate dall’iniziativa di un primo lavoratore che ha rotto il silenzio, si sono avvalse di appostamenti, videoriprese e riscontri sul campo che hanno consentito di smantellare una rete di condotte sistematiche e strutturate finalizzate all’aggiramento delle normative sul lavoro.





