L’Assemblea Nazionale del Partito Democratico riunita alla Nuvola dell’EUR incorona Elly Schlein e ne blinda la leadership in vista della scadenza elettorale. Con una modifica all’articolo 8 dello Statuto approvata all’unanimità, i 960 delegati dem hanno esteso il mandato della segretaria oltre la scadenza naturale, evitando sovrapposizioni tra il congresso e la campagna per le politiche. Un passaggio organizzativo che Schlein ha subito trasformato nel trampolino di lancio per la candidatura alla guida del Paese.
«Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza le primarie», ha scandito la segretaria dal palco romano tra gli applausi dei delegati. Un messaggio diretto sia agli avversari politici sia agli alleati del campo progressista: il PD rivendica la dote del primo partito d’opposizione e intende esprimere la figura guida dell’alternativa a Giorgia Meloni, pur lasciando aperta la porta a una consultazione di coalizione («se le faremo, saranno una grande festa popolare»).
L’attacco al governo: “Longevo ma inconcludente”
Nel corso del suo intervento, Schlein ha attaccato duramente l’operato dell’esecutivo, definendolo «il più longevo e il più inconcludente della storia recente», incapace di rispondere all’aumento dell’inflazione e al peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie. Dalla sanità pubblica — per la quale propone di fissare la spesa al 7% del PIL contro la corsa al riarmo — alla tutela del lavoro e del salario minimo, fino ai diritti civili con il rilancio delle leggi sul matrimonio egualitario e sul fine vita, la leader dem ha tracciato il perimetro della piattaforma programmatica.
In apertura dei lavori, la dirigenza ha voluto dare voce alle categorie in agitazione sui territori, facendo salire sul palco le delegazioni di studenti, autotrasportatori e agricoltori del Gargano in protesta contro il crollo dei prezzi dei prodotti nazionali.
Il dibattito interno e i nodi della coalizione
La giornata ha tuttavia confermato l’esistenza di sensibilità diverse all’interno del partito. L’eurodeputato dell’area riformista Giorgio Gori ha richiamato la necessità di non appiattire l’identità del PD su posizioni radicali per non perdere la componente moderata dell’elettorato, sollevando perplessità sulla convergenza acritica con M5S e Avs e chiedendo chiarezza sulle posizioni europee e sulla difesa dell’Ucraina.
Sul fronte delle alleanze, mentre Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni continuano a confrontarsi sui contenuti da portare al tavolo unitario, l’approvazione della proroga statutaria e l’autocandidatura di Schlein mettono un punto fermo sull’assetto del Partito Democratico, che si appresta ora ad avviare la stesura finale del programma comune con le altre forze d’opposizione.





