giovedì 13 Agosto 2026

Sindrome di Rett, studio italiano indica nuove strade per la terapia genica

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Una scoperta tutta italiana indica nuove strade per la terapia genica della sindrome di Rett, malattia rara del neurosviluppo causata dalla perdita di funzione del gene MeCP2. Una nota anche come sindrome delle ‘bimbe dagli occhi belli’, perché colpisce soprattutto le bambine, che – nonostante la regressione delle abilità motorie e del linguaggio e la ridotta interazione sociale associate alla malattia – conservano uno sguardo intenso con cui comunicano con chi le circonda. Bimbe che, appunto, parlano con gli occhi. Oggi non esistono terapie in grado di arrestare o invertire la progressione dei , ma un dell’Istituto di neuroscienze e dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche di (Cnr-In e Cnr-Itb), in collaborazione con l’Irccs ospedale San Raffaele del capoluogo lombardo, ha identificato una funzione finora sconosciuta della proteina MeCp2 prodotta al gene omonimo, con rilevanti implicazioni terapeutiche. Lo studio è pubblicato su ‘Nature Communications’. 

Il lavoro, guidato da ricercatori Vania Broccoli e Mirko Luoni, dimostra per la prima volta che la proteina MeCP2 è capace di attivare geni cruciali per lo sviluppo dei neuroni, in particolare cooperando con un complesso epigenetico chiamato Swi/Snf, che regola l’accesso al Dna. Attraverso sull’intero genoma – descrive una nota – lo studio ha delucidato i target principali della proteina MeCP2 che promuovono il differenziamento dei neuroni e la loro maturazione funzionale. Sorprendentemente, questo meccanismo è attivo durante lo sviluppo cerebrale, mentre è trascurabile in neuroni maturi del cervello adulto. Di conseguenza, i neuroni adulti sono in grado di tollerare livelli significativamente più elevati di MeCP2 rispetto ad altri tipi . “Per anni – spiega Broccoli, coordinatore della – la comunità scientifica ha ritenuto che un eccesso di MeCP2 potesse essere dannoso quanto la sua carenza, contribuendo a rallentare lo sviluppo di strategie di terapia genica volte a ripristinare la funzione del gene MeCP2 nel cervello delle . Questo timore ha rappresentato un importante limite nella valutazione della sicurezza di tali approcci. I nuovi risultati ribaltano questo paradigma: l’effetto tossico di livelli elevati di MeCP2 non è universale, ma dipende dal contesto cellulare e non si applica neuroni, le cellule chiave nella patologia. Questo cambio di prospettiva amplia significativamente la finestra terapeutica e apre la strada a strategie di terapia genica più efficaci e sicure”. 

“Attualmente – sottolinea Luioni – solo due approcci di terapia genica per la sindrome di Rett hanno raggiunto la fase clinica. Questa scoperta potrebbe accelerare lo sviluppo e la validazione di nuove soluzioni terapeutiche, facilitandone il passaggio verso la sperimentazione clinica”. 

salute

webinfo@adnkronos.com ( Info)

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