domenica 27 Settembre 2026

Spagna, con trionfo Mondiali c’è montepremi record. Ma con la ‘beffa’ dazi

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La e un montepremi da , ma con la beffa . Per l’edizione appena conclusasi dei , andati in scena in Stati Uniti, Messico e , la ha stanziato un montepremi mai visto prima: 871 milioni di dollari da dividere, secondo i risultati raggiunti, tra le 48 nazionali partecipanti. Alla squadra vincitrice, in questo caso la Spagna, che ha battuto 1-0 l’ in finale, sono andati quindi 50 milioni di dollari, mentre l’Albiceleste ne ha incassati circa 33 e Inghilterra e Francia, che hanno concluso il torneo rispettivamente al terzo e quarto posto, hanno ottenuto un assegno da 29 e 27 milioni circa. 

Il minimo per ogni squadra qualificata è di 12,5 milioni, soltanto per aver partecipato alla fase a gironi. Soldi che aumentano con il passare dei turni a eliminazione diretta. A raccogliere il denaro sono, ovviamente, le singole Federazioni, che decidono poi autonomamente come ripartirlo tra giocatori e staff tecnico. Secondo quanto riporta SkyTg24 però, ci sarebbe una vera e propria beffa, con l’importo che sarebbe molto inferiore a causa dei dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

Il dazio sul montepremi si compone di due livelli: il primo è federale, quindi gli atleti stranieri che gareggiano in America e guadagnano grazie alle proprie prestazioni sono soggetti a corpose ritenute. Quanto corpose dipende dagli accordi tra gli Stati Uniti e il proprio Paese, ma il dazio può arrivare fino al 30%. Il secondo livello invece è statale, e rappresenta la vera ‘beffa’. In molti stati americani c’è la cosiddetta ‘jock tax’, ovvero la sugli atleti, che si applica ai redditi prodotti sul proprio . Uno degli stati con l’aliquota più alta è proprio il New Jersey, dove si è giocata la finale dei Mondiali.  

Il dazio però non colpisce le Federazioni, ma i singoli atleti. La Spagna potrà richiedere l’esenzione fiscale, che negli Usa è previsto per gli atleti senza scopo di lucro, evitando così una grande detrazione rispetto ai 50 milioni di vincita. Il ‘colpo’ vero e proprio sarà sulla quota destinata ai giocatori, che al netto vedranno considerevolmente ridotto il proprio assegno prima negli Stati Uniti e poi nel proprio Paese di residenza. 

 

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