giovedì 13 Agosto 2026

Spagna, con trionfo Mondiali c’è montepremi record. Ma con la ‘beffa’ dazi

Di La Sintesi Online
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() – La e un montepremi da record, ma con la beffa dazi. Per l’edizione appena conclusasi dei Mondiali 2026, andati in scena in Stati Uniti, e Canada, la Fifa ha stanziato un montepremi mai prima: 871 milioni di da dividere, secondo i risultati raggiunti, tra le 48 nazionali partecipanti. Alla squadra vincitrice, in questo caso la Spagna, che ha battuto 1-0 l’Argentina in , sono andati quindi 50 milioni di dollari, mentre l’Albiceleste ne ha incassati circa 33 e Inghilterra e Francia, che hanno concluso il torneo rispettivamente al terzo e quarto posto, hanno ottenuto un assegno da 29 e 27 milioni circa. 

Il minimo per ogni squadra qualificata è di 12,5 milioni, soltanto per aver partecipato alla fase a gironi. Soldi che aumentano con il passare dei turni a eliminazione diretta. A raccogliere il sono, ovviamente, le singole Federazioni, che decidono poi autonomamente come ripartirlo tra giocatori e staff tecnico. Secondo quanto riporta SkyTg24 però, ci sarebbe una vera e propria beffa, con l’importo che sarebbe molto inferiore a causa dei dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald

Il dazio sul montepremi si compone di due livelli: il primo è federale, quindi gli atleti stranieri che gareggiano in America e guadagnano grazie alle proprie prestazioni sono soggetti a corpose ritenute. Quanto corpose dipende dagli accordi tra gli Stati Uniti e il proprio Paese, ma il dazio può arrivare fino al 30%. Il secondo livello invece è statale, e rappresenta la vera ‘beffa’. In molti stati americani c’è la cosiddetta ‘jock tax’, ovvero la tassa sugli atleti, che si applica redditi prodotti sul proprio territorio. Uno degli stati con l’aliquota più alta è proprio il New Jersey, dove si è giocata la finale dei Mondiali.  

Il dazio però non colpisce le Federazioni, ma i singoli atleti. La Spagna potrà richiedere l’esenzione fiscale, che negli Usa è previsto per gli atleti senza scopo di lucro, evitando così una grande detrazione rispetto ai 50 milioni di . Il ‘colpo’ vero e proprio sarà sulla quota destinata ai giocatori, che al netto vedranno considerevolmente ridotto il proprio assegno prima negli Stati Uniti e poi nel proprio Paese di residenza. 

 

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