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Il patto di stabilità riformato alla fine del 2023 prevede già alcune “flessibilità”, in particolare riconosce “l’impatto” di un’inflazione più elevata del previsto sulla traiettoria della spesa netta concordata nei piani a medio termine. Lo ha sottolineato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, a Lussemburgo al termine dell’Eurogruppo.
Dombrovskis ha rimarcato “la necessità di usare prudenza, soprattutto alla luce degli attuali sviluppi del mercato obbligazionario. Al contempo, elementi del quadro di bilancio già offrono un sostegno”, con riferimento anche “alla questione dell’inflazione più elevata e del suo impatto sulla traiettoria di crescita economica netta”, una delle principali richieste avanzate nella lettera di Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen.
“Naturalmente – ha aggiunto Dombrovskis – esamineremo più a fondo le richieste di Italia e Grecia. Proprio oggi ho discusso della situazione sia con il ministro Kyriakos Pierrakakis sia con il ministro Giancarlo Giorgetti. È chiaro che approfondiremo l’analisi. La Commissione continuerà a monitorare attentamente la situazione per proporre misure di risposta, ove necessario; va tuttavia notato che gran parte di queste misure riguarda il funzionamento dei mercati energetici e specifici interventi in questo ambito, aspetti che saranno anch’essi oggetto di discussione”.
Nelle ultime settimane, ha ricordato il commissario, “abbiamo assistito a un rialzo dei rendimenti sui mercati globali dei titoli di Stato e a un ampliamento degli spread nell’area dell’euro. È dunque necessaria prudenza, nell’ambito di bilancio. Gli Stati membri dovrebbero attenersi agli obiettivi fissati nei piani fiscali-strutturali a medio termine e utilizzare con cautela la flessibilità prevista dalla clausola di salvaguardia nazionale“.
“Vale inoltre la pena – ha aggiunto – sottolineare che il nostro nuovo quadro di bilancio contiene già diversi elementi di flessibilità per far fronte alla situazione attuale in modo equilibrato. Una caratteristica fondamentale del nostro quadro di bilancio è, infatti, la natura anticiclica. Questo significa, ad esempio, che i mancati introiti dovuti al rallentamento economico non devono essere compensati. Analogamente, un aumento della spesa per interessi non deve essere compensato nell’ambito del piano a medio termine in corso; un aspetto chiaramente rilevante nell’attuale congiuntura”.
Infine, ha rimarcato, “le pressioni inflazionistiche al rialzo vengono già prese in considerazione nell’ambito della valutazione complessiva dei fattori rilevanti per verificare il rispetto delle regole di bilancio da parte degli Stati membri. In sintesi, non possiamo introdurre continuamente nuove forme di flessibilità fiscale. Questo finirebbe per mettere in dubbio la nostra comune determinazione a rispettare il quadro di bilancio basato su regole, proprio in un momento in cui la credibilità del nostro impegno per la sostenibilità delle finanze pubbliche rappresenta una risorsa fondamentale. Non dobbiamo quindi comprometterla”, ha concluso.
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