sabato 3 Ottobre 2026

Un ‘viaggio’ nell’Italia del dopoguerra, arriva ‘La fiuma’ di Dario Franceschini

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Un viaggio nelle vicende che hanno segnato il secondo dopoguerra del nostro Paese. Pagine indelebili della storia d’Italia descritte attraverso quello che si verificò nelle campagne ferraresi. Una carrellata di eventi che va dalle vendette politiche consumate dopo la Liberazione alla campagna elettorale del 1948 passando per l’attentato a Palmiro Toglietti. Senza dimenticare le imprese di Gino Bartali, la tragedia dell’ del Polesine del 1951 e gli angeli del fango nella Firenze del 1966. Dopo l’ impossibile di Tina e Lucia raccontato in ‘Aqua e Tera’, vissuto tra braccianti delle leghe socialiste e la violenza delle squadre fasciste, torna con ‘La fiuma’, sugli scaffali con La Nave di Teseo dal 6 ottobre.  

La storia ha inizio durante uno dei momenti più delicati per l’Italia uscita sconfitta dalla Seconda guerra mondiale, quello in cui i cittadini furono chiamati a scegliere tra la e la Monarchia. “Si mise in fila ad aspettare l’apertura del – scrive l’ex ministro della Cultura – già con indosso l’abito da sposa. Il matrimonio era Ferrara alle dieci e quello era l’unico modo per fare in tempo a votare”. E ancora, continua Franceschini, “a Ginisca batteva il cuore e le mani le tremavano così forte che, quando arrivò il suo turno nel seggio, le cadde a terra la matita che le aveva consegnato uno scrutatore. Pensava ai partigiani delle sue valli, alla Lega femminile della bisnonna, all’amore tra Tina e Lucia. Quando segnò la croce sulla scheda, nel quadrato sotto la parola Repubblica, alzò lo sguardo verso il soffitto e le parve di vedersi in una fotografia scattata dall’alto con lei che sorrideva guardando all’insù”. Franceschni pone al del racconto una madre e una figlia che in Lambretta attraversano di i cambiamenti degli anni 1950, continuando a incontrare pregiudizi e ingiustizie nei confronti delle donne. Cambiamenti che lambiscono anche le sponde della ‘fiuma’, ovvero il fiume Po, chiamato così – si legge nel dell’ex ministro della Cultura – “perché dalle nostre parti è femmina”. Un espediente narrativo grazie al quale, con la sua lingua misurata e precisa, poetica e lineare, Franceschini tratteggia l’affresco di un’Italia che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo.  

Franceschini, con il suo primo romanzo ‘Nelle vene quell’ d’argento’, uscito nel 2006, ha vinto in Francia il Roman di Chambéry e, in Italia, il premio Opera Prima Città di Penne e il premio Bacchelli. In seguito ha pubblicato ‘La follia improvvisa di Ignazio Rando’, da cui è stato tratto un omonimo spettacolo teatrale, ‘Daccapo’, ‘Mestieri immateriali di Sebastiano Delgado’ e la raccolta di racconti ‘Disadorna’ e nel 2024 ‘Aqua e tera’, vincitore del premio Maiella e finalista del premio Biella. I suoi romanzi sono tradotti in Francia per Gallimard. È stato per sette anni ministro della Cultura. 

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