martedì 28 Luglio 2026

“Muse Ribelli”, cinque secoli d’arte raccontano il potere delle immagini

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Oltre cinque secoli di storia dell’arte per indagare il tra rappresentazione femminile, identità e potere. È il filo conduttore di “Muse Ribelli. Donne, immagine, potere nella storia dell’arte”, la mostra curata dalla storica dell’arte Consuelo Lollobrigida e ospitata fino al 4 2026 nel Polo Espositivo Chiesa di Santo Stefano di Mondovì. 

Il percorso riunisce più di sessanta opere tra dipinti, fotografie, installazioni e video, mettendo a confronto artiste e artisti che, dal Rinascimento alla contemporaneità, hanno contribuito a costruire, interpretare o mettere in discussione l’immaginario femminile nella cultura occidentale. 

In mostra figurano opere di protagoniste della storia dell’arte europea come Sofonisba Anguissola, Lavinia , Artemisia Gentileschi, Plautilla Nelli, Elisabetta Sirani, da Vezzo e Rosalba Carriera. Accanto a loro, le ricerche contemporanee di Ketty La Rocca, Dadamaino, Vanessa Beecroft, Shirin Neshat, Elisabetta Di Sopra e Alice Pasquini. 

Le opere provengono da , archivi e collezioni pubbliche e private, tra cui il Museo Ottocento Bologna, l’Archivio Ketty La Rocca, la Pinacoteca Archivio Bertocchi-Colliva e diverse raccolte che hanno concesso lavori raramente esposti al pubblico. 

La mostra non si limita però a ricostruire la presenza delle donne nella storia dell’arte. Il percorso parte dagli archetipi tradizionali della , della santa, della musa e dell’eroina, per arrivare alle ricerche contemporanee sul corpo, sull’identità e sull’autodeterminazione. L’obiettivo è mostrare come le immagini partecipino alla costruzione di modelli culturali, gerarchie, relazioni sociali e memoria collettiva. 

Uno degli elementi più originali del è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La campagna visiva della mostra è stata realizzata rielaborando ritratti, autoritratti e fotografie delle artiste presenti nel percorso, fino a creare un’immagine collettiva composta da figure immaginarie, pensate per evocare cinque secoli di arte al femminile. 

L’ entra anche nell’esperienza di visita attraverso un’installazione interattiva dedicata a Frida Kahlo. Pronunciando “Ciao Frida”, i visitatori possono avviare una conversazione virtuale e porre domande sulla vita dell’artista, sulle sue opere, sui suoi amori e sul dolore fisico che ne segnò l’esistenza. L’installazione non intende sostituire il racconto storico, ma offrire una modalità più partecipativa per avvicinarsi a una delle figure centrali dell’arte del Novecento. 

“Le immagini non sono mai neutrali: non si limitano a raccontare la realtà, ma la interpretano, la trasformano e contribuiscono a costruire modelli culturali, gerarchie e relazioni di potere”, spiega la curatrice Consuelo Lollobrigida. La mostra, sottolinea, non vuole sostituire un canone con un altro, ma interrogare le rappresentazioni e i silenzi attraverso i quali è stata tramandata l’idea del femminile. 

Il progetto è accompagnato da una ricerca scientifica internazionale e da un catalogo con di studiose come Adelina Modesti, dell’University of Melbourne, e Laura Leuzzi, della Robert Gordon University. L’esperienza di visita comprende inoltre l’audioguida Amuseapp, un bookshop e un percorso pet friendly. 

La mostra, organizzata dall’ Culturale Be Local Ets in collaborazione con il Comune di Mondovì e altri partner, è aperta dal martedì alla domenica. Nei mesi di luglio e agosto l’orario è dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, con possibili aperture serali in occasione degli eventi cittadini. 

 

 

 

 

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