martedì 28 Luglio 2026

Iran, allarme navi nel Mar Rosso: mercantili invertono rotta dopo blocco Houthi

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Prime conseguenze sul traffico marittimo dopo l’annuncio degli Houthi dello Yemen, alleati dell’Iran, di un blocco navale contro le dirette in Arabia Saudita. Almeno sei imbarcazioni hanno cambiato rotta nel Mar Rosso e nelle aree limitrofe, secondo i di tracciamento delle navi analizzati dalla società di intelligence marittima Lloyd’s List, come evidenzia il Washington

Tra i casi più rilevanti quello della Liu Jiang Kou, portaveicoli cinese diretta al saudita di Gedda, che ha fatto inversione di rotta mentre attraversava il Golfo di Aden verso lo stretto di Bab el-Mandeb. Secondo Lloyd’s List, l’operatore avrebbe ricevuto una comunicazione dalle autorità Houthi nella quale veniva avvertito del rischio di essere “preso di mira” se avesse proseguito il viaggio.  

Hanno cambiato rotta anche due petroliere legate a Hong Kong, la Xin Tong Yang e la New Prime, dirette al porto saudita di Yanbu, oltre alla petroliera indiana Desh Viraat. Altre due navi, la Xin Long Yang della cinese Cosco e la petroliera greca Rodos, hanno modificato il percorso mentre si dirigevano verso lo stretto di Bab el-Mandeb. Nonostante i primi segnali del blocco, il traffico nello stretto strategico tra Mar Rosso e Golfo di Aden non si è fermato completamente. Diverse navi hanno continuato a transitare e almeno tre petroliere legate all’Arabia Saudita hanno attraversato o si sono avvicinate all’area nonostante le degli Houthi. 

La portata effettiva delle restrizioni resta ancora incerta. Finora non sono stati registrati contro navi commerciali nel Mar Rosso o nello stretto di Bab el-Mandeb dopo l’annuncio del blocco. La nuova crisi alimenta però i timori per il commercio globale e per le forniture energetiche. Le tensioni nello stretto di Hormuz hanno già provocato forti rallentamenti al traffico petrolifero, con circa il 10% delle mondiali di greggio interessate dalle interruzioni. Secondo alcune stime, un blocco efficace del Mar Rosso potrebbe ridurre ulteriormente l’offerta globale di di circa il 7%. 

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