sabato 31 Ottobre 2026

Iran, allarme navi nel Mar Rosso: mercantili invertono rotta dopo blocco Houthi

Di La Sintesi Online
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() – Prime conseguenze sul traffico marittimo dopo l’annuncio degli dello Yemen, alleati dell’Iran, di un blocco navale contro le navi dirette in Arabia Saudita. Almeno sei imbarcazioni hanno cambiato rotta nel Mar Rosso e nelle aree limitrofe, secondo i dati di tracciamento delle navi analizzati dalla di intelligence marittima Lloyd’s List, come evidenzia il . 

Tra i casi più rilevanti quello della Liu Jiang Kou, nave portaveicoli cinese al porto saudita di Gedda, che ha fatto inversione di rotta mentre attraversava il Golfo di Aden verso lo stretto di Bab el-Mandeb. Secondo Lloyd’s List, l’operatore avrebbe ricevuto una comunicazione dalle autorità Houthi nella quale veniva avvertito del rischio di essere “preso di mira” se avesse proseguito il viaggio.  

Hanno cambiato rotta anche due petroliere legate a , la Xin Tong Yang e la New Prime, dirette al porto saudita di Yanbu, oltre alla petroliera indiana Desh Viraat. Altre due navi, la Xin Long Yang della cinese Cosco e la petroliera greca Rodos, hanno modificato il percorso mentre si dirigevano verso lo stretto di Bab el-Mandeb. Nonostante i primi segnali del blocco, il traffico nello stretto strategico tra Mar Rosso e Golfo di Aden non si è fermato completamente. Diverse navi hanno continuato a transitare e almeno tre petroliere legate all’Arabia Saudita hanno attraversato o si sono avvicinate all’area nonostante le minacce degli Houthi. 

La portata effettiva delle restrizioni resta ancora incerta. Finora non sono stati registrati attacchi contro navi commerciali nel Mar Rosso o nello stretto di Bab el-Mandeb dopo l’annuncio del blocco. La nuova alimenta però i timori per il globale e per le forniture energetiche. Le nello stretto di Hormuz hanno già provocato forti rallentamenti al traffico petrolifero, con circa il 10% delle spedizioni mondiali di greggio interessate dalle interruzioni. Secondo alcune stime, un blocco efficace del Mar Rosso potrebbe ridurre ulteriormente l’offerta globale di petrolio di circa il 7%. 

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