lunedì 27 Luglio 2026
Donald Trump

«La terza volta sarà ancora meglio». Trump rilancia la sua candidatura per il 2028

L’inquilino della Casa Bianca gela i giornalisti e i reporter presenti quando anticipa la possibilità di una terza rielezione. Poi chiarisce: «Sto solo scherzando!»

Di Maria Vittoria Ciocci
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È la seconda cena dei corrispondenti della Casa Bianca. La prima, a febbraio, era stata interrotta in seguito all’irruzione di Cole Allen armato di fucile, pistole e coltelli. Il degli Stati Uniti Donald Trump si alza in piedi e si dilunga nel suo monologo di rito. Poi, con indosso un berretto che riporta la scritta «Trump », azzarda: «Proprio come la mia presidenza, la seconda volta è sempre meglio. E la terza volta sarà ancora meglio». L’ipotesi di un terzo mandato fa calare il gelo in sala, ma lui garantisce: «Sto solo scherzando!».

Il tycoon imbastisce un discorso caotico, passando da un argomento all’altro. Critica i suoi predecessori democratici, Barak Obama e Joe Biden, poi attacca l’attrice Jane Fonda e i conduttori Jimmy Fallon e Jimmy Kimmel, concludendo con qualche battuta sarcastica al cantante Bruce Springsteen. Ne ha per tutti. Chiunque abbia osato contraddirlo, finisce nel suo intervento. Anche i , ai quali è dedicata la serata.

Non solo, si lamenta dei riconoscimenti assegnati ai del e del New York Times: «Non é stata una serata facile, con tutti questi premi». I primi, dopotutto, sono coloro che hanno ricostruito i legami del tycoon con l’imprenditore pedofilo Jeffrey Epstein, mentre i secondi hanno scoperto e portato alla luce gli innumerevoli problemi di dell’Air Force One regalatogli dal Qatar.

Dopodiché, ha cambiato nuovamente tema ed è passato all’Iran: «Ci stanno parlando proprio ora. Vorrebbero tanto trovare un accordo. Non credo che siano pronti e non credo sia ancora il momento giusto, ma sono disposto ad ascoltare». Il nodo principale rimane il : «Non permetteremo che si dotino di nucleari, perché le userebbero e non vogliamo vedere Washington, o una qualsiasi delle nostre città, o Israele, o più in generale il Medio Oriente, distrutti da un’arma nucleare iraniana».

È l’unico momento in cui qualcuno in sala ha accennato qualche applauso. Poi Trump è tornato ai giornalisti, secondo lui affetti da «sindrome da ossessione di Trump». Il Presidente degli USA, infatti, riceve costantemente telefonate dai cronisti e dai reporter. Risponde, quasi sempre, anche ai numeri sconosciuti. E infatti, a conclusione del suo intervento disordinato, ha sentenziato: «Quando non ci sarò, sarete tutti al verde». A quel punto, la sala si è finalmente animata e i presenti hanno risposto alla battuta con un applauso unanime. Il tycoon si è quindi riaccomodato soddisfatto.

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