lunedì 27 Luglio 2026
Salvini

Salvini: «Ddl anti-maranza? A 14 anni sei consapevole». Gli esperti lo smentiscono

L'abbassamento dell'età punibile non colpisce solo i ragazzi di periferia. Fa parte di una tendenza generale a trattare i minori come se fossero già maturi e formati

Di Maria Vittoria Ciocci
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Il vicepremier Matteo Salvini non ha dubbi sull’efficacia della cosiddetta norma «anti-»: «Se commetti un reato non ti puoi nascondere dietro la età. A 14 anni sei consapevole». A confutare le tesi del ministro dei è però il sociologo Antonio , presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e Garante per l’infanzia e l’adolescenza in : «Ai ragazzi si finisce per attribuire una maturità da adulti, quando si tratta di responsabilità penali, salvo poi riconoscerne la fragilità in tutti gli altri ambiti della crescita».

Il generale abbassamento della soglia di punibilità, infatti, non riguarda solo il recente ddl – riservato a chi «sfascia tutto», parole della premier –, ma si accompagna al che l’età del consenso sessuale è fissata a 14 anni, se non a 12 in alcuni casi. Una fase di sviluppo, ricorda Marziale, «caratterizzata da una maturazione cognitiva, emotiva e relazionale ancora in corso».

In sintesi, la legge tende sempre più frequentemente a trattare i minori come fossero adulti, perdendo di vista quella che sarebbe la vera soluzione al problema: la rieducazione. «Intervenire prevalentemente sul piano repressivo alimenta una visione distorta dell’infanzia e dell’adolescenza», afferma Marziale, «il legislatore dovrebbe rafforzare gli strumenti educativi e di , non anticipare quelli sanzionatori». Il sociologo, quindi, individua la principale criticità del ddl «»: «Alimenta la percezione di un’adolescenza sempre meno bisognosa di tutela e sempre più assimilabile al mondo degli adulti».

Le reazioni

Marziale non è l’unico ad aver individuato delle criticità nella norma voluta dal centrodestra. Dai banchi dell’opposizione, a intervenire è la responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani, che ha sottolineato come questo «avrà effetti sui figli di tutti gli italiani», soprattutto quando «migliaia di ragazzi e ragazze saranno trattati come un problema di ordine pubblico» durante le mobilitazioni studentesche. E la segue il leader del M5S Giuseppe Conte, che evidenzia: «Per Meloni chi sbaglia paga, anche i minori, purché non sia di FdI». Un chiaro riferimento alla decisione della Giunta di non consentire alla Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia.

Ma a insorgere non è solo la politica. Anche gli avvocati guardano con perplessità il testo, denunciando una «preoccupante regressione culturale» e dubbi di costituzionalità. L’Unione delle Camere penali scrive quindi in una nota: «Si tratta di una modifica che incide in modo radicale sul fondamento stesso della giustizia minorile, storicamente costruita sulla consapevolezza che l’adolescenza è una fase caratterizzata da una personalità in formazione e da una maturazione non ancora compiuta».

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