venerdì 11 Settembre 2026

Incollati alla poltrona per tirare a campare: il centrodestra blinda i capolista e boccia le preferenze libere

Respinto con 99 no il sub-emendamento delle opposizioni che mirava a cancellare i capolista bloccati alla legge elettorale. La destra supera le tensioni interne e blinda l'accordo, scatenando la protesta del campo largo che accusa la premier di aver rinnegato una battaglia storica

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

L’Aula del ha bocciato, con 68 sì e 99 voti contrari, il sub-emendamento a prima firma del Dem Dario Parrini per sopprimere i capolista bloccati e prevedere il di preferenza. Sulla proposta di modifica all’emendamento di maggioranza alla il governo si era rimesso all’Aula. Dopo la votazione dai banchi delle opposizioni sono partiti dei «Vergogna!». Nessun e nessuno scossone dentro la maggioranza sull’emendamento per l’introduzione delle preferenze “pure”: dopo i malumori e le minacce delle scorse ore, le forze di destra si sono ricompattate. Per FdI si tratta, di fatto, del tradimento di una delle loro storiche promesse. Oggi a provocare Meloni era stato anche Roberto Vannacci: «Ne va della coerenza di FdI. Ridiamo agli italiani il diritto di scegliere chi li rappresenta», aveva detto. Un simile era stato rilanciato anche da Matteo Renzi: «Meloni abbia il coraggio di andare fino in fondo». Per Alessandra Maiorino del «uno spettacolo indecente»: «Stiamo assistendo in diretta allo sfarinamento definitivo della maggioranza».

Le accuse del Pd e del M5S contro la premier

Dopo la bocciatura dell’emendamento sostenuto da tutto il campo largo per le preferenze “pure”, hanno protestato Pd e M5S. «Come volevasi dimostrare, Giorgia Meloni non sa cos’è la coerenza», ha detto il dem Dario Parrini. «In Senato un’iniziativa unitaria delle opposizioni ha mandato in tilt per ore e ore un centrodestra diviso come non mai. FdI ha detto ‘no’ alle preferenze vere, cioè per tutti, ripiegando sulle preferenze finte. Finte perché varranno per pochissimi eletti. E lo ha fatto dopo averci per anni somministrato prediche sulle preferenze vere come strumento per tutelare la sovranità popolare e la libertà di scelta dei cittadini». Per Parrini Meloni è «un’ex coraggiosa». «Un’incoerente» secondo il 5 stelle Luca Pirondini: «Giorgia Meloni aveva l’ultima chance della legislatura per dimostrare un briciolo di coerenza», ha detto. «Poteva votare per avere vere preferenze e restituire la scelta agli italiani. Ha preferito perdere la faccia e farsi portare al guinzaglio da Forza Italia e Lega per tirare a campare il più possibile. Ha preferito riempire le sue liste dei vari Santanchè, Delmastro e magari anche Caroccia in persona, il prestanome della Camorra, dopo averlo di fatto aiutato nascondendo le chat giudici. Oggi Giorgia Meloni ha perso definitivamente la faccia».

L’affondo di Avs e Italia Viva sulla tenuta dell’esecutivo

Per Avs «la maggioranza si regge con lo scotch». «Sono tutti contro tutti», ha detto il co-portavoce Angelo Bonelli. «Tajani contro Salvini, Salvini contro Tajani e Fratelli d’Italia che non riesce a tenere insieme la maggioranza. Giorgia Meloni ha rinnegato la sua storia politica, che parlava di preferenze, di poter dare la possibilità ai cittadini di scegliere. Parlano solo di legge elettorale, dimenticando i veri problemi degli italiani». anche Italia Viva: «Fratelli d’Italia alla fine le preferenze», ha detto Raffaella Paita. «Sono ridicoli. Da anni Giorgia Meloni parla di ridare la parola agli italiani. Quando finalmente ha l’occasione di farlo, si tira indietro e smentisce sé stessa. L’ennesimo voltafaccia di una premier completamente priva di credibilità. Le poltrone contano di più. Quella vista oggi nell’aula del Senato è una indecorosa sceneggiata».

Seguite La Sintesi sui nostri !

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata