domenica 27 Settembre 2026
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vide-premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. ANSA/Fabio Frustaci

Meloni adesso ha paura: «Forza Italia sta cercando l’incidente»

Il clima tra gli azzurri e i meloniani è teso. Sono diversi i dossier sui quali non trovano un punto d’incontro. Le parole del vicepremier, poi, che aveva fatto riferimento ai «fascisti di Roma» allarmano la presidente del Consiglio

Di Maria Vittoria Ciocci
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

«Forza Italia sta cercando l’incidente?». La fiducia della premier Giorgia Meloni nei confronti di Forza Italia comincia a mostrare tutte le sue crepe. La riunione degli azzurri in Senato, poi, non ha fatto altro che alimentare i suoi dubbi. Il vicepremier Antonio Tajani, infatti, ha detto: «Io i di li conosco: con loro bisogna usare la forza». Intercettato dai cronisti nel Transatlantico a Montecitorio, il deputato di FdI Giovanni Donzelli ha assicurato: «Sono certo che non si riferisse a noi». Altri, però, sostengono che la presidente del Consiglio sia particolarmente infastidita dalle parole dell’alleato. Nel pomeriggio di giovedì, dopo il question time, il segretario di Forza Italia ha raggiunto Palazzo Chigi.

Nessun incontro ufficiale, solo un chiarimento. Meloni ha chiesto a Tajani se avesse effettivamente utilizzato quelle parole. Il principale timore della premier è che qualcuno abbia registrato il colloquio con i diciannove senatori azzurri. Il conferma il retroscena, ma spiega di aver fatto semplicemente un discorso motivazionale ai compagni di partito e di essersi concentrato sulla «forza dei numeri» contro la Lega. Tuttavia, il clima – soprattutto tra i parlamentari meloniani e i – rimane teso.

Mentre Tajani discuteva con Meloni, il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida incontrava il deputato di FI Paolo Barrelli. «L’aria è calda…», ha ironizzato l’ex capogruppo degli azzurri a Montecitorio. E, nel frattempo, come riporta Il Fatto Quotidiano, la deputata di FI Cristina Rossello veniva raggiunta dai meloniani Antonio Giordano e Lucrezia Mantovani. In questo caso, il nodo era il parere sulla possibilità dei di utilizzare il riconoscimento facciale, che secondo Giordano e Mantovani va assolutamente cambiato.

Tra i banchi della maggioranza, quindi, si percepisce un braccio di ferro continuo. A questo si aggiunge la questione della legge elettorale. La scadenza per presentare gli è slittata al primo settembre, mentre la data per il voto è fissata al 15 settembre. E così in autunno Meloni, che voleva ottenere l’approvazione prima della pausa estiva, si ritroverà sul tavolo due grandi dossier: la modifica del e la Legge di , che quest’anno dovrà includere l’aumento delle spese militari. In un clima, peraltro, riassunto bene dalle parole del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sito (FI), che sulla questione delle intercettazioni a strascico – altro punto di tra i meloniani e gli azzurri – ha chiarito: «Se fossero andati avanti su quell’emendamento, il Governo sarebbe caduto».

Seguite La Sintesi sui nostri social!

 

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata