giovedì 13 Agosto 2026

Piscina per islamiche a Roma, è scontro. FdI: “Si avalla segregazione”, Pd: “Decisione giusta”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
La scelta di una piscina di , a Roma, di riservare turni e orari alle donne islamiche “è l’esatto contrario dell’inclusività”. A dirlo, in una intervista all’edizione romana del Corriere della Sera, è il vice presidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) che a riguardo ha presentato un’interrogazione. “Anziché tutelarle – afferma – se ne avalla la segregazione e si rafforza una pratica religiosa che non ha nulla a che vedere con la laicità dello Stato”. “La piscina non è privata, ma comunale in concessione – aggiunge – e, in quanto tale, deve rispettare il regolamento di , i principi costituzionali di inclusione, parità di genere e della . Ci siamo lamentati dei circoli sul lungotevere che escludevano l’ingresso delle donne, e ora facciamo piscine a uso esclusivo di quelle musulmane, legittimando la segregazione femminile?”.  

Per Rampelli “l’integrazione non dovrebbe fondarsi sull’adattamento delle istituzioni pubbliche a precetti religiosi incompatibili con il principio di uguaglianza. Se i vogliono vivere in , devono aderire ai principi dello Stato laico, nel quale donne e uomini hanno gli stessi diritti, gli stessi doveri e la stessa libertà. Questa iniziativa si è rivelata un boomerang”.  

 

Una “forma di delicatezza”, una “decisione giusta”. Così, in una intervista all’edizione romana del Corriere della Sera, il deputato del Pd Roberto Morassut commenta la decisione della piscina a Tor Tre Teste. “Se vogliamo – dice – possiamo discutere sulla condizione della e della sua emancipazione in altre culture, ma quella di mettere a disposizione un servizio ricreativo mi sembra una soluzione immediata che evita che rimangano fuori dalla sociale e civile”. 

Al deputato di FdI Fabio Rampelli che vede in questa decisione uno “spudorato esperimento di introdurre norme islamiche all’interno delle nostre vite”, Morassut risponde: “Un’affermazione assurda, fuori dalla realtà. Non è che in questo modo Roma o l’Italia si adeguano a una cultura diversa. La città e il Paese ospitano e quindi mettono in campo tutto quanto possibile perché queste persone si integrino e mantengano le loro . E poi in fondo ognuno di noi è ospite di se stesso perché siamo tutti un misto di culture e tradizioni. Contano le persone, per me, la loro serenità e la possibilità di vivere con pienezza”. 

 

cronaca

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