venerdì 21 Agosto 2026

Vaccini, Mastronuzzi (Simg): “Herpes Zoster a rischio tutto l’anno, fondamentale prevenzione”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Il virus dell’Herpes Zoster non ha una stagionalità netta e dobbiamo considerarlo un rischio potenziale durante tutto l’anno. Alcuni studi hanno osservato un dei casi nei mesi più caldi, ma non conosciamo ancora con certezza i meccanismi. Quello che sappiamo è che il virus rimane latente nell’organismo dopo la varicella e può riattivarsi quando si riduce la capacità del sistema immunitario di tenerlo sotto controllo, soprattutto con l’avanzare dell’età o in presenza di condizioni di immunodepressione”. Così Tecla Mastronuzzi, di e responsabile macroarea prevenzione della Società di generale e delle cure primarie (Simg) interviene sulla patologia che in , ogni anno, colpisce oltre 200mila persone.  

Non si tratta di una patologia particolarmente contagiosa. “Il virus è presente nel liquido delle vescicole e può essere trasmesso attraverso il contatto diretto con le lesioni – chiarisce Mastronuzzi – Una persona che non ha mai avuto la varicella e non è vaccinata può contrarre il virus e sviluppare la varicella, non il Fuoco di Sant’Antonio. In ogni caso abbiamo uno strumento per prevenirlo, estremamente efficace, che è il vaccino. Sono 2 dosi che si fanno a distanza di 2-6 mesi, che proponiamo attivamente e gratuitamente a tutti i pazienti a partire dai 65 anni e comunque a partire dai 18 anni per chi presenta specifiche condizioni di rischio: diabete, patologie cardiovascolari, bronchite cronica, asma, pazienti oncologici o che seguono terapie immunosoppressive, come accade in molti con patologie reumatologiche, gastroenterologiche o dermatologiche”. 

In generale, “al compimento dei 65 anni, o dopo una diagnosi di diabete, sarebbe utile parlare con il medico delle possibilità di prevenzione che la medicina offre, tra cui le – suggerisce Mastronuzzi – La vaccinazione è possibile anche dopo il primo episodio di Herpes zoster, anzi, è una delle indicazioni poste dal ministero. Il Fuoco di Sant’Antonio, infatti, è una condizione spiacevole non solo nell’acuto: il dolore delle 2-3 settimane della malattia può proseguire per mesi, anche anni. La malattia è stata inoltre associata a un aumento del rischio di alcune complicanze neurologiche e cardiovascolari: un motivo ulteriore per prevenirla quando possibile con la vaccinazione che – precisa – utilizza un vaccino ricombinante adiuvato, quindi non vivo, che può essere utilizzato anche nelle persone immunodepresse”. Proprio per questo la “prossimità è un elemento decisivo – sottolinea Mastronuzzi – Non basta, infatti, che esista un buon vaccino, non basta che il vaccino sia raccomandato, non basta parlarne col paziente, non basta neppure superare l’esitazione . In realtà abbiamo bisogno che i pazienti riescano ad arrivare concretamente alla vaccinazione. Da questo punto di vista la farmacia dei servizi rappresenta un’opportunità per la sua diffusione capillare e facilità di accesso. È chiaro che tutto questo deve essere in una rete che funziona e in cui ognuno sappia qual è il suo compito. Individuare la necessità di effettuare la vaccinazione per lo Zoster – conclude – continua a essere un compito del medico”. 

webinfo@adnkronos.com ( Info)

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