Deliveroo Italy sapeva di sfruttare sistematicamente i propri rider. È questa la contestazione della procura di Milano. La società e avrebbe sfruttato lo stato di bisogno dei rider, riconoscendo paghe che il pm Paolo Storari definisce incompatibili con una “esistenza libera e dignitosa”. Il gip Roberto Crepaldi ha confermato il controllo giudiziario disposto in urgenza il 25 febbraio. Un amministratore giudiziario dovrà ora regolarizzare le posizioni dei lavoratori.
Non è un episodio isolato, un mese fa la stessa procura aveva colpito Foodinho-Glovo con lo stesso strumento applicato a circa 40mila rider ( Leggi qui). Paragonati a forme di caporalato digitale, le piattaforme di delivery devono modificare i contratti di lavoro e smetterla di pagare in maniera “non proporzionata né alla qualità, né alla quantità del lavoro”.
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