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sabato 18 Aprile, 2026
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Casalino Fonte ansa

Rocco Casalino, tornano gli insulti dal re delle bancarelle

A due anni dagli insulti omofobi del 2024, Augusto Proietti torna a colpire sui social, rivolgendosi a Casalino con accuse personali e insulti.

Da Silvia Forconi
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La vicenda aveva suscitato forte indignazione sui social e tra le istituzioni, generando solidarietà nei confronti di Casalino. Ora gli episodi si ripresentano, alimentando nuovamente la polemica e l’attenzione dei media.

Gli insulti omofobi

Il video, pubblicato sui social il 15 gennaio 2024 ma diventato virale solo con il tempo, mostrava Proietti accusare l’allora portavoce del M5S dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte di aver ripetutamente chiamato i vigili urbani per segnalare irregolarità nelle bancarelle e i furgoni parcheggiati in modo irregolare in Piazzale Flaminio, vicino alla sua abitazione, e accompagnare l’accusa con espressioni gravemente denigratorie e omofobe come «miserabile gay di m…».
Le reazioni non si fecero attendere. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, contattò personalmente Casalino per esprimere solidarietà oltre che i membri del Movimento 5 Stelle con una nota che definiva “vile e squallida” l’aggressione verbale subita da un «personaggio violento e deprecabile», richiamando l’attenzione sul fatto che tali comportamenti non potevano essere tollerati nella capitale.

Il nuovo video sui social

A distanza di due anni, un nuovo video di Proietti pubblicato sui social riaccende la polemica. Il video si apre con le parole di Proietti: «Oggi 8 marzo è la tua festa (festa delle donne) e ci hai fatto questo regalo, ci hai cacciato».
L’ambulante accusa di essere stato allontanato da Piazzale Flaminio e dalle bancarelle “per scelta politica” e rivolge a Casalino frasi provocatorie, accompagnate da ulteriori insulti omofobi e indecenti.
Nei post pubblicati, Proietti si rivolge anche ai magistrati, chiedendo: «Perché non ve la prendete con questi?» e menziona un futuro ricorso a Bruxelles.
Tuttavia, il rischio per Proietti potrebbe essere questa volta reale. L’ambulante, già condannato in passato per persecuzioni e minacce ai vigili urbani, potrebbe ora subire l’intervento della giustizia, soprattutto considerando il tono omofobo e diffamatorio dei messaggi.

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