È stato arrestato in Egitto Tamer Hamouda, l’ex marito di Nessy Guerra, la ventiseienne italiana condannata anche in appello per adulterio e da tempo bloccata nel Paese con la figlia di tre anni e mezzo. L’uomo, già condannato in Italia per altri reati, era stato recentemente denunciato dalla rappresentanza consolare italiana a Hurghada per minacce e un tentativo di aggressione. L’arresto sarebbe legato proprio a quest’ultimo episodio.
Le minacce al viceconsole
Alla fine di maggio Hamouda si era presentato negli uffici del viceconsolato onorario d’Italia a Hurghada insieme alla madre. Nel corso dell’incontro avrebbe preteso del denaro e minacciato direttamente il viceconsole: “Dovete darmi i soldi e dovete smetterla di comportarvi così. Datemi i soldi, sennò ti faccio sparare alle gambe, finisci su una sedia a rotelle”. Il viceconsole aveva quindi denunciato l’accaduto alla polizia egiziana.
Nessy Guerra e la sua legale italiana, Agata Armanetti, sostengono che il comportamento confermi la pericolosità dell’uomo, che nelle settimane precedenti avrebbe aggredito anche il proprio padre. “Non siamo più noi a essere minacciati, ma anche i funzionari delle autorità italiane”, ha commentato Guerra in un video su Instagram.
Nessy e la figlia ospiti di una casa protetta
Da mesi Guerra e la bambina vivono in una struttura protetta a causa delle intimidazioni attribuite all’ex marito. Nonostante questo quadro, i giudici egiziani hanno confermato in appello la condanna della donna a sei mesi per adulterio, con il rischio che la pena venga accompagnata dai lavori forzati.
Nelle motivazioni si afferma che Guerra avrebbe violato “il diritto del marito all’esclusività sessuale sulla moglie” e leso il suo onore. La giovane ha sempre negato la relazione extraconiugale contestata. Anche il presunto amante ha successivamente ritrattato davanti a un notaio, sostenendo che la precedente testimonianza fosse stata comprata.
L’avvocata: “Chiediamo il rimpatrio”
La difesa ha tempo fino alla fine di giugno per presentare ricorso alla Cassazione egiziana. Gli avvocati stanno preparando l’impugnazione, ma da tempo chiedono anche un intervento politico più deciso da parte del governo italiano e del ministero degli Esteri.
Per Armanetti, la risposta italiana è stata finora insufficiente: “Purtroppo la diplomazia in questi due anni ha lavorato molto poco. Il caso della signora Guerra è stato praticamente ignorato da un punto di vista politico”.
La speranza è che l’arresto di Hamouda possa cambiare l’inerzia della vicenda. “Quest’uomo è molto pericoloso”, ha detto l’avvocata Armanetti. “Servono provvedimenti. Chiediamo l’immediato rimpatrio della signora Guerra”.
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