martedì 28 Luglio 2026
Giorgia Meloni nel cantiere della Tav dopo gli scontri di sabato. Fotogramma dal video pubblicato sui social dalla presidente del Consiglio.

Blitz di Meloni al cantiere Tav dopo gli scontri. L’opposizione: «Le violenze si condannano, non si strumentalizzano»

La presidente del Consiglio arriva a Chiomonte con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Questo non è dissenso, è violenza organizzata». La Giunta regionale del Piemonte si costituirà parte civile nei procedimenti legati agli scontri

Di Giustino Marai
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Dopo gli scontri di sabato in Val di Susa, Meloni arriva al cantiere Tav di Chiomonte con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La premier sorvola l’area in elicottero, incontra le forze dell’ordine e visita i lavori della Torino-Lione insieme agli e ai rappresentanti di Telt. «Questo non è dissenso, è violenza organizzata», attacca. Dal Pd Elly gli scontri, ma avverte il governo: «Non strumentalizzi».

Meloni a Chiomonte

Nel video diffuso sui social, Meloni parla davanti al cantiere e rivendica la presenza del governo: «Siamo qui per dire che lo Stato c’è, che non intende indietreggiare». La presidente del Consiglio ricorda i 120 operatori delle forze dell’ordine rimasti feriti durante le proteste e parole durissime contro i manifestanti violenti: «Uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere».
Per Meloni, quanto avvenuto in Val di Susa non può essere ricondotto al dissenso: «Questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata». La premier assicura che l’esecutivo farà «tutto quello che può» per portare i davanti alla giustizia e chiede a e inquirenti «il massimo del lavoro».

Piantedosi: «Serve unità»

Anche Piantedosi insiste sulla necessità di una risposta comune. Il ministro dell’Interno parla di «ennesime scene di violenza contro le forze dell’ordine» e di una possibile escalation che «richiede la massima attenzione».
Per il titolare del serve «una presa di posizione unitaria, netta e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche e delle istituzioni». Isolare chi alimenta la violenza, aggiunge, deve essere «un dovere condiviso, al di là di ogni appartenenza». In caso contrario, avverte, «questi delinquenti si convinceranno di poter fruire di compiacimento e condivisione della loro violenza eversiva».

La Regione si costituisce parte civile

Il presidente del Piemonte Alberto Cirio ha sentito Meloni al telefono per ringraziarla della presenza a Chiomonte. «In questi momenti è importante dimostrare la vicinanza, anche fisica, dello Stato e delle istituzioni», afferma.
La Giunta regionale ha deciso di costituirsi parte civile nei procedimenti legati agli scontri. Secondo una prima stima comunicata da Cirio, i danni diretti ai superano il milione di euro. A questi, dice il governatore, si aggiunge un danno d’immagine per la Valsusa e per l’intero Piemonte, proprio nel pieno della stagione turistica.

Schlein: «Niente strumentalizzazioni»

Dall’opposizione arriva la condanna delle , ma anche l’accusa al governo di usare gli scontri contro le minoranze. Elly Schlein definisce quanto accaduto «inaccettabile» e «grave»: «Abbiamo sempre condannato ogni forma di violenza senza se, senza ma, senza esitazioni e senza tentennamenti».
«I violenti si devono isolare e fermare», dice la segretaria dem, ma questo accade quando istituzioni e politica collaborano. «Noi invece ci troviamo davanti a un governo i cui esponenti strumentalizzano fatti violenti per buttarli addosso alle opposizioni». Il Pd, ribadisce Schlein, non ha «nulla a che fare con quelle frange estremiste e violente» e spesso ne è a sua volta bersaglio.

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