martedì 9 Giugno 2026

Balcani Occidentali: ritardi infrastrutturali bloccano connettività Ue

Da La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – L’integrazione della rete di trasporto dei Paesi dei Balcani Occidentali nell’Ue è “troppo lenta”. E’ il giudizio della Corte dei Conti dell’Ue, secondo la quale i Paesi dei Balcani Occidentali non riusciranno a completare la rete transeuropea di trasporto nella regione entro il termine ultimo del 2030, a causa di ritardi nell’attuazione e difficoltà operative.  

I progressi sono stati rallentati perché sono stati selezionati progetti “non maturi” e per “carenze” nella supervisione. Sebbene i progetti sottoposti ad audit fossero in linea con le priorità in materia di connettività, il monitoraggio, la rendicontazione e la visibilità del sostegno dell’Ue risultano “insufficienti”. Permangono inoltre “ritardi” e “problemi di sostenibilità”. 

I Paesi dei Balcani Occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia) sono al centro della politica di allargamento dell’Ue. L’Ue sostiene i settori dei trasporti, dell’energia e altri settori di questi Paesi mediante il quadro per gli investimenti nei Balcani occidentali (Wbif), una piattaforma per la preparazione, la selezione e il finanziamento di progetti di investimento strategici.  

 

Dal 2015 alla metà del 2025, la Commissione ha erogato 527 milioni di euro per progetti nel settore dei trasporti in qualità di principale contributore al Wbif, il cui obiettivo è affrontare il sottosviluppo delle infrastrutture nella regione e di collegarle alla rete transeuropea dei trasporti. 

“Ai fini dell’allargamento dell’Ue – dice Laima Andrikienė, responsabile della relazione per la Corte dei Conti europea – un’infrastruttura ben sviluppata rappresenta un passo avanti verso il rispetto dei criteri di adesione all’Unione. I progetti di trasporto nei Balcani Occidentali avanzano troppo lentamente per riuscire a collegare la regione all’Ue entro questo decennio”.  

La Commissione, secondo Andrikiené, “dovrebbe migliorare la selezione, il monitoraggio e la sostenibilità dei progetti, nonché aumentare la visibilità dei progetti di trasporto finanziati dall’Ue nella regione”.  

 

Gli auditor della Corte hanno riscontrato carenze nella selezione dei progetti, in particolare per quanto riguarda il loro grado di maturità, che hanno contribuito a ritardare fortemente l’attuazione. Un progetto è maturo, cioè pronto per l’attuazione, quando il relativo lavoro preparatorio è completato e aggiornato. Invece, i progetti in questione sono generalmente iniziati con un ritardo di 17 mesi. Inoltre, molti progetti hanno subìto notevoli ritardi, superiori ai due anni, durante la fase di attuazione. 

La Commissione dispone di “scarsi” poteri per garantire un’attuazione tempestiva, in quanto non ha procedure efficaci per monitorare i ritardi e per assicurare la sostenibilità e la visibilità del sostegno dell’Ue. Ad esempio, nota la Corte, non è riuscita a raccogliere informazioni sul grado di completezza dei corridoi di trasporto finanziati né sulla conformità delle reti di trasporto alle norme dell’Ue.  

Per la supervisione dei progetti, ha fatto affidamento sulle istituzioni finanziarie, anche se l’operato di queste ultime è talvolta risultato “inadeguato”. Di conseguenza, in alcuni casi la Commissione ha erogato importi superiori a quelli giustificati dallo stato di avanzamento dei progetti. Per di più, in diversi casi le sovvenzioni del Wbif, volte ad apportare valore aggiunto dell’Ue e a creare un effetto leva, non sono state determinanti per il reperimento dei fondi, poiché i contratti di prestito erano stati firmati prima della presentazione delle domande di sovvenzione.  

 

Questo ha creato un effetto inerziale, in quanto l’investimento sarebbe stato realizzato anche senza la sovvenzione. Al contempo, la maggior parte delle stime dei costi contenute nelle domande di sovvenzione non è sufficientemente dettagliata, rendendo difficile valutarne la ragionevolezza. 

La Corte solleva inoltre dubbi circa la sostenibilità di diversi progetti, ad esempio a causa della mancanza di fondi per proseguire gli investimenti e di una manutenzione insufficiente. Per un progetto, le condizioni ferroviarie al momento dell’audit erano peggiori rispetto a quelle precedenti l’avvio del progetto. In un altro caso, una galleria non era collegata ad alcuna strada. Per un terzo progetto, la linea ferroviaria si interrompeva al confine. 

In conclusione, per i magistrati contabili il Wbif contribuisce all’ampliamento della rete transeuropea di trasporto. Sono stati avviati numerosi progetti e quelli controllati dagli auditor della Corte sono in linea con le priorità in materia di connettività dei Balcani occidentali e dell’Ue. Tuttavia, i dati mostrano lenti progressi nell’applicazione di tutte le norme della rete centrale europea entro il 2030. 

 

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata