La questione di Ceuta e Melilla torna al centro delle tensioni tra Marocco e Spagna, proprio mentre i due Paesi cercano di gestire le conseguenze della grave crisi migratoria che nelle ultime settimane ha investito soprattutto Ceuta. A riaprire il dossier territoriale ci ha pensato il ministro marocchino della Giustizia Abdellatif Ouahbi, che in un’intervista televisiva ha ribadito che Rabat continua a considerare le due città nordafricane un tema ancora aperto. Il ministro ha spiegato che il Marocco intende mantenere la propria posizione nel lungo periodo e affrontare la questione attraverso il confronto con Madrid, senza puntare a una soluzione immediata. «La nostra politica su questa questione è paziente, ma è così che funziona la politica», ha dichiarato Ouahbi, ribadendo la volontà marocchina di continuare a rivendicare le due città.
La posizione di Rabat si inserisce in una disputa storica che dura da decenni. Ceuta appartiene alla Spagna dal XVII secolo, mentre Melilla si trova sotto controllo spagnolo dalla fine del XV secolo. Il Marocco, dopo l’indipendenza del 1956, ha continuato a rivendicare la sovranità sulle due città, considerate da Rabat parte integrante del territorio marocchino. Madrid, invece, considera Ceuta e Melilla parte del proprio territorio e respinge qualsiasi ipotesi di trattativa sulla loro appartenenza. La nuova presa di posizione marocchina assume quindi un significato particolarmente delicato perché arriva dopo una fase di forte tensione lungo le frontiere e mentre resta alta l’attenzione sulla gestione dei flussi migratori.
Rabat parla di dialogo e di una strategia a lungo termine
Abdellatif Ouahbi ha cercato di distinguere la rivendicazione territoriale dalla gestione dell’immigrazione. Secondo il ministro, il Marocco mantiene rapporti importanti sia con la Spagna sia con l’Unione Europea e non avrebbe interesse a trasformare i movimenti migratori in uno strumento di pressione politica. «Non abbiamo mai utilizzato questa questione come strumento e non abbiamo intenzione di farlo», ha affermato. Allo stesso tempo, però, Ouahbi ha criticato alcune scelte di Madrid nella gestione dei migranti, sostenendo che la cooperazione tra i due Paesi rappresenti l’unica strada per evitare nuove situazioni di crisi.
Il ministro marocchino ha richiamato in particolare gli avvenimenti verificatisi a Ceuta il 30 luglio, quando migliaia di persone hanno cercato di raggiungere la città autonoma dalla costa marocchina. La crisi ha provocato un massiccio dispiegamento delle forze di sicurezza e ha richiesto l’intervento dell’esercito spagnolo a sostegno delle operazioni nella città. Le autorità marocchine e quelle spagnole hanno successivamente intensificato i contatti per gestire i rientri e contenere il rischio di nuovi tentativi di attraversamento. In questo contesto, Rabat continua a chiedere maggiore coordinamento e contesta alcune conseguenze delle politiche migratorie adottate dalla Spagna.
Madrid: la sovranità di Ceuta e Melilla non si discute
La risposta spagnola non lascia spazio a interpretazioni. La ministra della Difesa Margarita Robles, durante una visita a Ceuta, ha reagito alle dichiarazioni di Ouahbi con parole particolarmente nette. «Ceuta e Melilla sono spagnole, anzi, spagnolissime. Proprio per questo non si toccano», ha affermato Robles, sottolineando che qualsiasi aggressione contro le due città avrebbe conseguenze che riguarderebbero l’intera Spagna. La ministra ha inoltre collegato le proprie dichiarazioni alla crisi migratoria del 30 luglio, sostenendo che quanto accaduto non debba ripetersi.
La linea di Madrid coincide con quella ribadita dal governo spagnolo sul piano diplomatico: l’integrità territoriale della Spagna non costituisce materia di negoziato. La questione della sovranità di Ceuta e Melilla, quindi, resta fuori dal perimetro delle discussioni che Spagna e Marocco possono affrontare nell’ambito della cooperazione bilaterale. Madrid considera infatti le due città parte del proprio territorio e non riconosce alla rivendicazione marocchina alcun effetto sulla propria sovranità.
La crisi migratoria rende ancora più delicato il rapporto
Il nuovo confronto arriva in un momento particolarmente sensibile per le relazioni tra Spagna e Marocco. La crisi di fine luglio ha rappresentato uno dei momenti più difficili degli ultimi anni per Ceuta, con un numero eccezionale di persone che hanno tentato di entrare nella città attraversando il confine o raggiungendo la costa a nuoto. La situazione ha imposto un rafforzamento delle misure di sicurezza e ha riportato al centro del dibattito europeo la particolare posizione geografica delle due città autonome spagnole, situate sul territorio nordafricano ma legate politicamente e istituzionalmente alla Spagna.
Parallelamente, il Marocco ha intensificato i controlli nelle aree vicine alle frontiere con Ceuta e Melilla dopo la diffusione online di appelli a nuovi tentativi di attraversamento. Le autorità marocchine hanno invitato la popolazione a non seguire iniziative considerate pericolose e hanno annunciato conseguenze legali per chi organizza o partecipa a simili azioni. Madrid, dal canto suo, mantiene alta l’attenzione sulla sicurezza delle frontiere e sulla gestione dei migranti, mentre continua il confronto sulle procedure relative ai minori marocchini presenti a Ceuta.
Un equilibrio fragile tra cooperazione e rivendicazioni
La vicenda mostra ancora una volta quanto il rapporto tra Spagna e Marocco possa oscillare rapidamente tra collaborazione e confronto. I due Paesi hanno interesse a mantenere una stretta cooperazione sul controllo delle frontiere, sulla lotta al traffico di esseri umani e sulla gestione dei flussi migratori. Allo stesso tempo, la questione di Ceuta e Melilla rappresenta una delle principali controversie territoriali tra Madrid e Rabat e conserva un forte valore politico e simbolico per entrambe le parti.
Per il momento, dunque, non emerge alcun segnale concreto verso una modifica dello status delle due città. Il Marocco mantiene la rivendicazione come obiettivo di lungo periodo, mentre la Spagna considera la propria sovranità su Ceuta e Melilla fuori da qualsiasi negoziato. Il confronto resta quindi aperto sul piano politico e diplomatico, ma le posizioni delle due capitali rimangono profondamente distanti. La vera sfida immediata riguarda ora la capacità di Madrid e Rabat di evitare che la nuova crisi migratoria alimenti ulteriormente una disputa territoriale già storicamente complessa.
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