martedì 9 Giugno 2026

“Sul fine vita solo rinvii e farse”. Continua in Parlamento la pantomima della Destra sul suicidio assistito

La legge per una fine dignitosa è in stallo da mesi. Le opposizioni accusano la maggioranza di rallentare l’approvazione di una normativa nazionale. Cucchi (Avs): "La destra non vuole nessuna legge". Castellone (M5s): "Si porti in Aula quella di iniziativa popolare"

Da Sharon Costa
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Le accuse dell’opposizione dopo la presentazione dei nuovi emendamenti

Il confronto politico sul fine vita continua ad alimentare polemiche in Parlamento. Nella giornata fissata per la scadenza del termine di presentazione degli emendamenti, le forze politiche hanno mostrato posizioni molto diverse sul percorso legislativo che dovrebbe portare a una normativa nazionale sul suicidio medicalmente assistito.

Tra le voci più critiche c’è quella della senatrice Ilaria Cucchi, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra. La parlamentare ha attaccato duramente l’iter seguito nelle ultime settimane, sostenendo che i continui rinvii e la presentazione di nuovi emendamenti rappresentino un ostacolo all’approvazione di una legge attesa da anni.

Secondo Cucchi, “dopo la farsa delle questioni procedurali, burocratiche e tecniche della scorsa settimana in Aula al Senato e il rinvio in commissione, oggi la farsa della presentazione di nuovi emendamenti in commissione”. La senatrice ha inoltre affermato che la destra non avrebbe la volontà di arrivare a una legge sul suicidio medicalmente assistito e che i continui passaggi procedurali rischiano di rallentare ulteriormente il percorso parlamentare.

La parlamentare ha ricordato che la Corte costituzionale aveva invitato il legislatore a intervenire per disciplinare il suicidio medicalmente assistito e per garantire il diritto all’autodeterminazione delle persone affette da patologie irreversibili e da sofferenze ritenute intollerabili. A suo giudizio, il mancato arrivo di una legge nazionale rappresenta ancora oggi un vuoto normativo importante.

Il tema delle leggi regionali e la richiesta di regole uguali per tutti

Nel corso del suo intervento, Ilaria Cucchi ha richiamato l’attenzione anche sulle iniziative adottate da alcune regioni italiane. Secondo la senatrice, diversi territori hanno già approvato norme e procedure dedicate al fine vita, mentre anche l’Emilia-Romagna si prepara a introdurre strumenti che definiscano tempi certi e percorsi chiari per i cittadini.

Per Avs, tuttavia, una soluzione regionale non basta. Il partito ritiene necessaria una legge nazionale capace di garantire gli stessi diritti e le stesse tutele a tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione di residenza. La richiesta principale riguarda la costruzione di un sistema uniforme che eviti differenze territoriali nell’accesso alle procedure previste dalla normativa sul fine vita.

La senatrice ha inoltre sottolineato che solo il Servizio sanitario nazionale può assicurare uniformità di trattamento, tutela della dignità delle persone e assenza di discriminazioni economiche o territoriali. Per questo motivo Avs ha deciso di non presentare ulteriori emendamenti, sostenendo che il momento richieda decisioni politiche chiare piuttosto che nuovi passaggi procedurali.

L’iniziativa del Movimento 5 Stelle e il richiamo alla partecipazione popolare

Nella stessa giornata, la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone ha promosso a Palazzo Madama la presentazione del libro di Valentina Petrini, intitolato “Il prezzo della libertà. Sibilla e Anna, una storia di disobbedienza civile”. L’opera affronta il tema del fine vita attraverso una storia che mette al centro le scelte individuali e il rapporto tra diritti, libertà e legislazione.

Durante l’evento, Mariolina Castellone ha rilanciato il tema della legge di iniziativa popolare dedicata al fine vita. La vicepresidente del Senato ha ricordato che la proposta ha raccolto circa 75 mila firme e che il testo segue il quadro definito dalla Corte costituzionale.

“Se il Parlamento non vuole prendersi la responsabilità di legiferare sul fine vita, potrebbe portare in Aula la legge di iniziativa popolare e dare la parola, la voce, la forza ai cittadini”, ha dichiarato Mariolina Castellone. L’esponente del Movimento 5 Stelle considera questo strumento una possibile strada per riportare rapidamente il confronto nell’Aula parlamentare.

Il nodo della legge nazionale resta ancora irrisolto

Il dibattito sul fine vita continua quindi a rappresentare uno dei temi più delicati della politica italiana. Le diverse posizioni emerse nelle ultime ore confermano l’esistenza di sensibilità molto differenti sia all’interno della maggioranza sia tra le forze di opposizione.

Al centro della discussione rimane la richiesta di una legge nazionale capace di definire regole certe, tempi chiari e criteri uniformi per tutti i cittadini italiani. Mentre la commissione prosegue l’esame degli emendamenti e dei testi in discussione, le opposizioni chiedono un’accelerazione dell’iter parlamentare e una risposta concreta a una questione che da anni occupa il dibattito pubblico.

Le prossime settimane potrebbero risultare decisive per comprendere se il Parlamento riuscirà a trovare una sintesi condivisa su un tema che coinvolge diritti individuali, scelte personali e principi costituzionali. Nel frattempo, il confronto politico resta acceso e continua a dividere le forze presenti nelle istituzioni, mentre cresce l’attesa per eventuali sviluppi legislativi sul fine vita.

A cura di Sharon Costa
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