L’ipotesi di Giorgia Meloni al Quirinale infiamma il dibattito politico. Dopo le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha definito una «grande fortuna» per l’Italia un futuro arrivo della premier al Colle, le opposizioni attaccano. Elly Schlein parla di «ossessione della destra per il potere» e lega il tema alla riforma elettorale voluta dalla maggioranza.
Schlein: «Il Quirinale è la loro ossessione»
«Il Quirinale è una grande ossessione della destra per una cosa sola: il potere», dice la segretaria del Pd a L’Aria che tira, su La7.
Secondo Schlein, è anche per questo che la maggioranza avrebbe messo da parte il premierato dopo la sconfitta sul referendum costituzionale sulla Giustizia: «Stanno sfruttando, per questa ossessione, la pessima legge elettorale, che avrebbe un premio di maggioranza talmente abnorme da consentire quasi da solo a chi vince di eleggere il presidente della Repubblica».
«Il capo dello Stato è super partes»
Domenica 26 luglio il presidente del Senato Ignazio La Russa ha rilanciato l’idea di Meloni al Colle: «Secondo me diventerà presidente della Repubblica non questa volta, ma la prossima», ha detto, aggiungendo che: «Sarebbe una grande fortuna per l’Italia dopo Mattarella». Ma prima di La Russa era stata la stessa Meloni a evocare il superamento del «tabù» di un capo dello Stato proveniente dagli ambienti conservatori.
«La figura del capo dello Stato è un garante della Costituzione super partes», attacca Schlein. «Come si può immaginare in quel ruolo una persona che in questo momento è a capo del governo e che guida una forza politica? È evidente che non è questa la soluzione».
Il no di Bonelli (Avs) e Baldino (M5s)
Sul tema è intervenuto anche il co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli, per il quale l’ipotesi avanzata da La Russa è «un motivo in più per costruire una forte proposta programmatica e politica che dia la maggioranza a un fronte democratico progressista ed ecologista».
Ancora più dura la posizione della vicepresidente del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino, secondo la quale Meloni si è resa protagonista di riforme «al limite della costituzionalità, a volte incostituzionali», mostrando «sprezzo per ogni forma di controllo o bilanciamento dei poteri. Tutte queste caratteristiche», conclude Baldino, «sono incompatibili con il ruolo di garanzia che al Presidente della Repubblica attribuisce la nostra Costituzione».
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





