domenica 13 Settembre 2026

Un altro record per Meloni: il caro benzina va oltre i 2 euro

Listini fuori controllo sulla rete stradale e in autostrada, mentre gli sconti fiscali si rivelano del tutto insufficienti. Le associazioni dei consumatori denunciano speculazioni e chiedono controlli della Finanza e poteri all'Antitrust

Di Redazione
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I prezzi dei continuano a salire senza freni, segnando un nuovo capitolo critico per gli automobilisti . Nella rete ordinaria la benzina ha ormai raggiunto i 2,1 euro al litro, mentre il ha sfondato il muro dei 2,2 euro. L’escalation appare ancora più evidente sui tratti autostradali, dove i rincari giornalieri pesano in modo oramai insostenibile sulle tasche di chi viaggia. In appena ventiquattr’ore, il costo per un pieno da 50 litri è aumentato di ben 80 centesimi per la verde e di 85 centesimi per il diesel, evidenziando una fiammata dei listini che non accenna a placarsi.

La denuncia dell’Unc: «Un volo dei prezzi in soli quattro giorni»

A scattare la fotografia dell’ennesima è l’Unione Nazionale Consumatori. Il presidente dell’associazione, Massimiliano Dona, ha messo in luce l’impatto devastante dei rincari nel breve periodo: “Non c’è pace per gli automobilisti italiani. Non solo nella rete stradale la benzina arriva oggi a 2,1 euro al litro e il gasolio supera 2,2 euro, ma in un solo giorno un pieno da 50 litri costa 70 cent in più per la benzina e 75 per il gasolio. Va ancora peggio in autostrada, dove un rifornimento si paga, in appena 24 ore, 85 cent in più per il gasolio e 80 cent per la benzina”. Dona si è poi soffermato sul trend dell’ultima settimana: “In soli 4 giorni, dall’8 settembre ad oggi, in autostrada un rifornimento di gasolio ha fatto un balzo di 2 euro e 25 cent, la benzina un volo di 2 euro e 45 cent. Per la rete stradale il gasolio decolla di 1,95 cent, la benzina di 2,10 cent”.

L’attacco a Palazzo Chigi e il nodo delle e delle

L’associazione chiede un cambio di passo immediato al governo per arginare le distorsioni del mercato e tutelare i lavoratori. Massimiliano Dona ha rivolto un preciso monito all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni: “O il governo si decide a combattere gli speculatori, a dare più poteri alle procure e all’Antitrust, a fare controlli a tappeto per chi non comunica i prezzi al , sanzionandoli, a mandare la per vedere se il prezzo esposto è effettivamente tale, oppure quando interromperà irresponsabilmente gli sconti, peraltro già inadeguati, saranno guai seri per i pendolari e per chi lavora in auto, che non sarà certo risarcito dalla presa in giro del bonus pendolari o dagli sconti a singole e insufficienti categorie lavorative”. A rendere il quadro ancor più complesso sono le rilevazioni Adusbef: sebbene l’Italia contenga i rincari meglio di altri Paesi europei colpiti dalle internazionali, gli automobilisti italiani continuano a subire una pressione fiscale sui carburanti nettamente superiore alla media dell’Unione Europea.

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